28 luglio - Noa - Ospedale di Marina di massa
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“Invecchiare è inevitabile. Identificarsi con l’idea di essere “ormai finiti” è una scelta culturale, non una legge della natura.”
In questi giorni mi trovo ricoverata in ospedale.
Oltre a prendermi cura di me stessa, sto osservando qualcosa che mi colpisce profondamente.
Vedo tante donne della mia età, intorno ai settant’anni, che sembrano consegnarsi completamente all’idea di essere ormai “vecchie”.
Come se il numero scritto sulla carta d’identità fosse diventato una diagnosi.😵💫😵💫😵💫😵💫😵💫
Mi accorgo anche di quanto spesso questo messaggio venga rinforzato, magari senza cattive intenzioni, da medici, amici e parenti ( che hanno paura del tempo) con frasi, battute o commenti che danno per scontato che, a una “certa età,” (?) sia “normale” perdere forza, salute, entusiasmo e fiducia.
Mi colpisce vedere quanto profondamente abbiamo interiorizzato l’idea che, superata una certa età, (?) sia quasi doveroso ridimensionarsi.
Come se la vitalità avesse come lo yogurt, una data di scadenza.
Io questo pensiero non me lo compro proprio.
Non perché voglia sfidare il tempo o dimostrare qualcosa, ma perché non voglio consegnare la mia identità a un numero.
Dentro di me questa idea proprio non trova spazio. 🌈
Non perché mi creda invincibile.
Sono giusto appunto in ospedale anch’io. Sto affrontando una polmonite e ascolto con attenzione ciò che mi viene proposto dai medici.
Ma nello stesso tempo mi assumo una responsabilità che considero fondamentale: osservare, nel frattempo dove va la mia mente.😎
Esiste anche un’altra dimensione della vita: quella della frequenza con cui scelgo di vivere, della qualità della nostra presenza, della vitalità che coltiviamo ogni giorno. È un’energia che non si misura con gli anni, ma con la capacità di restare curiosi, aperti, partecipi della vita.
La paura è contagiosa.
Il panico è contagioso.
E soprattutto le convinzioni lo sono.
E i programmi meccanici, tipo : quanti anni hai ?
Per questo, ogni giorno scelgo di non identificarmi con un numero, con una diagnosi o con uno scenario immaginato. Scelgo di rimanere presente, di ascoltare il mio corpo senza lasciare che sia “la paura” a decidere chi sono.
L’età racconta quanto tempo abbiamo vissuto.
Non racconta quanta vita c’è ancora dentro di noi.
Forse uno degli atti più rivoluzionari che possiamo fare, soprattutto quando siamo fragili, è NON consegnare la nostra energia alla rassegnazione e al vittimismo 😉
Prenderci cura della salute significa soprattutto proteggere il nostro stato interiore.
Perché la mente con cui attraversiamo una malattia può fare una grande differenza nel modo in cui attraversiamo la vita tutta.
La vitalità non dipende da dove sei.
Dipende da come scegli di esserci 🙌
Contemplando la bellezza !
Pat Gavoni 🌟🌹
Ps:
Attenti agli spifferi e all’aria condizionata 🥸
