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Soulspension, possibili effetti osteopatici

Andrea Martini

D.O. MROI Docente presso il C.I.O Collegio Italiano Osteopatia di Parma


Il principio fondamentale dell'osteopatia che la differenzia dalle altre terapie manuali occidentali, è l'autocorrezione.

Questa avviene grazie alla continua ricerca di equilibrio utilizzando le forze del sistema involontario che il Dott. Becker, grande Osteopata americano allievo del Dott. Sutherland scopritore del sistema cranio – sacrale, definì forze biodinamiche.

Questa "forza" si esprime attraverso quello che fu definito meccanismo cranio-sacrale il quale è alimentato da una respirazione cellulare che produce una fluttuazione liquida e che si riflette nel sistema membranoso di tensione reciproca (la meninge esterna detta dura madre sia craniale che spinale e con la relativa fluttuazione del liquido cefalorachidiano).

Il fatto rilevante che scoprì Sutherland fu che il meccanismo cranio-sacrale è la sola regione del corpo nella quale questo "sistema primario" cellulare, liquido e membranoso costituisce sia il motore interno che la manifestazione, per questo lo chiamò "meccanismo respiratorio primario".

Questa "pompa idraulica" si esprime in tutto il corpo attraverso le fasce ovvero l'insieme anatomico e fisiologico costituito dalla totalità e dalla continuità del tessuto connettivo.

Ricordo che gli elementi del meccanisco respiratorio primario prodotti dalla respirazione primaria (chiamata così da Sutherland perchè presente dall'inizio della vita embrionale) utilizzano solo questa forza biodinamica interna e involontaria a differenza degli altri distretti del corpo che oltre a questo meccanismo involontario utilizzano tutti i movimenti e manifestano tutte le attività che la fisiologia classica ci ha insegnato e che Sutherland definì "meccanismo volontario" per differenziarlo da primario.

Per finire questo piccolo ma doveroso inciso aggiungo che spazialmente il corpo nella fase detta di inspirazione, fa una espansione laterale e un accorciamento longitudinale, al contrario nella fase detta di espirazione effettua un allungamento longitudinale e un restringimento trasversale.

Detto questo, la domanda è come può esserci utile l'utilizzo di SOULSPENSION? Analizzando i punti di contatto del corpo sul SOULSPENSION, che possiamo chiamare fulcri, noteremo che: le sfere a contatto con l'osso occipitale effettuano una pressione dolce ma presente su una zona di confluenza delle meningi esterne (detta dura madre) nella sua porzione spinale e craniale, questa zona fu denominata dagli osteopati "fulcrum di Sutherland" che denominò questa zona il centro del meccanismo cranio-sacrale.

Troviamo altresì in questa zona il pavimento del quarto ventricolo, fondammentale per il funzionamento del sistema neuro vegetativo. L'equilibrio sul quarto ventricolo provoca un rilassamento dei muscoli, della respirazione e del battito cardiaco.

La pressione sui muscoli paravertebrali, leggera e costante e ritmata dalla respirazione polmonare, provoca un miorilassamento che dopo un pò di tempo arriva a "massaggiare" dolcemente i gangli ortosimatici spinali con probabili effetti benefici viscerali dovuti alle relazioni somato viscerali correlate.

A livello sacrale troviami i gangli parasimpatici sacrali deputati alla attività viscerale dell'ultimo tratto intestinale e degli organi pelvici, nonchè il movimento trasmesso dal meccanismo respiratorio primario.

Possiamo dividere in due fasi il lavoro di SOULSPENSION: la prima fase in cui attraverso esercizi respiratori e movimenti specifici si mobilizzano le strutture, si rilassano i muscoli per accedere poi ad una seconda fase dove, passivamente, si lascia che il sistema involontario svolga il lavoro "intelligente" che solo lui sa!

Concludendo il SOULSPENSION può essere di aiuto a tutti i professionisti della salute contribuendo al trattamento effettuato da medico e/o terapista il quale con il suo intervento innesca un processo e trova nel SOULSPENSION un alleato importante per sostenere questo processo di salute.

Ricordiamoci infine che nessuno di noi medici e/o terapisti guarisce ma contribuisce ad attivare le forze innate di autoguarigione dell'organismo sia con l'ausilio di farmaci allopatici o omeopatici che di qualunque altro lavoro sul corpo e sulla psiche della persona.

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