Vincere il mal di schiena: quali benefici? Il racconto di un’esperienza

24
Lug 2018

La mia vita aveva acquisito ormai un ordine prestabilito: otto ore lavorative piene in ufficio, sedentarietà e alimentazione pratica tra fast food e cibi precotti. Tutto mi appariva logico e coerente, non pensavo a niente se non che fossi una persona ligia al dovere. Mi sentivo pienamente soddisfatta.

 

Poi, ad un tratto, senza preavviso alcuno, arriva il mal di schiena.

 

All’inizio speravo che quel dolore acuto e invalidante sparisse magicamente, volevo si trattasse solamente di un bruttissimo sogno e desideravo risvegliarmi al più presto. Giorno dopo giorno, però, andava sempre peggio: facevo fatica ad addormentarmi e anche il risveglio era straziante per il mio corpo, per non parlare delle ore trascorse a lavoro in cui stavo diventando sempre più lenta e la mia autostima e il mio umore sembravano essere seriamente in pericolo.

Cercavo di distrami in tutti i modi e nel tragitto casa-ufficio, per distorgliere la mente dal costante mal di schiena, mi concentravo nella lettura di qualunque pubblicità come se fossi una bambina affascinata dalle lettere che ormai era riuscita a decifrare e che le facevano scoprire un mondo nuovo e inesplorato, e fu proprio in uno di questi momenti che riscoprii una parola che, sì, conoscevo, ma il cui significato era soltanto una conoscenza fine a se stessa, come se ne avessi ignorato fino a quel momento l’utilità nella mia vita così lineare e priva di attriti. Ricordo con commozione quel momento. Quell’enorme cartellone pubblicitario si stagliava davanti ai miei occhi, che furono colpiti dalla frase: “Vendita di materiali resilienti”.

Appariva chiara l’immagine di un’incudine e del ferro su di essa, evidenziando la sua resistenza prima che venisse piegato. Associai subito quella pubblicità a me stessa e al modo poco vitale in cui avevo affrontato il mio problema fino a quel momento e solo in quell’istante mi sentii grintosa, capace di affrontare qualsiasi ostacolo. Giurai a me stessa che non mi sarei lasciata piegare: sarei stata più forte del mal di schiena, sarei riuscita a resistere e non mi sarei lasciata sconfiggere.

Quel manifesto aveva risvegliato la donna combattiva che ero stata prima di precipitare in una vita più difficoltosa. Era come se si fosse ripristinata una connessione mente-corpo della quale avevo perso consapevolezza, e come un flashback mi ritornarono alla memoria gli ultimi venti anni della mia vita e mi apparvero per la prima volta come tante fotocopie grigie. Capii che avevo trascurato me stessa e ne aveva risentito la mia salute.

Compresi la necessità di imparare ad occuparmi di me e decisi di non nascondere il mio mal di schiena per paura che potessi perdere un lavoro che forse non potevo più fare a causa di quel dolore, che aumentava quando stavo seduta curva davanti alla tastiera di un computer; ne parlai con una collega, la quale mi rivelò di avere lo stesso problema, fecendomi così scoprire un cuscino ergonomico: “Soulspension”, che mi ha permesso di migliorare la mia postura e contribuendo ad alleviare il dolore della mia schiena.

È migliorata la mia salute da quando ho iniziato a utilizzare questo cuscino, perchè mi consente di stare più attenta al mio stile di vita; dopo il dolore alla schiena che mi aveva resa cupa e distratta, ho ritrovato me stessa: ora mi sento come in un film in cui sono io allo stesso tempo attrice e regista. Capisco come posso prevenire il dolore e solo adesso ascolto sempre il mio corpo, so di cosa necessita e ogni mio comportamento è finalizzato a dargli beneficio. La mia personale guerra al mal di schiena l’ho combattuta su più fronti, non ho imparato soltanto a contrastare il dolore fisico, ma anche quello psichico e sono stata determinata anche nel ribaltare tutti quei comportamenti disfunzionali che non mi avrebbero permesso di raggiungere il mio obiettivo.

Non si tratta di una cura dal sollievo immediato (e spesso, nel caso del mal di schiena, momentaneo), ma di un’attenta analisi del proprio stile di vita per sostituirlo con uno alternativo. Si tratta di una decisione coraggiosa che implica costanza e volontà, il corpo e la mente devono essere in sintonia per ricercare, conoscere ed adattarsi al nuovo. Il mal di schiena mi ha posto di fronte ad una sfida che mi ha spinto a conoscermi. Per troppo tempo mi sono percepita monodimensionale e con molta probabilità è stata una delle cause della tensione muscolare alla schiena, adesso so che ho tante sfumature e tante potenzialità e sto imparando a trasformarle in capacità e risorse in grado di darmi supporto. Confesso di essere più attenta all’alimentazione, di alzarmi nelle pause quando sono a lavoro, di essere più socievole con le persone e mi accorgo che il mio umore è migliorato. Scompongo ogni mio pensiero, sentimento e comportamento e non mi prendo più in giro come mi succedeva prima di avere sperimentato il dolore alla schiena. Ammetto solo adesso la consequenzialità delle scelte del presente sulla salute futura e trovo molto giovamento per il mio fisico e per la mia mente nella meditazione yoga, che ho iniziato a praticare quando ho scoperto l’efficacia del rilassamento e della respirazione su di me. Sono stata piacevolmente sorpresa nell’accorgermi che viene utilizzato “Soulspension” anche in quest’ambito professionale. Sono una persona serena adesso. Sì, è vero, a volte penso di non farcela, non sempre riesco a seguire perfettamente il patto fatto con me stessa, ma quel che è cambiata è anche la mia reazione: evito i sensi di colpa e sospendo il giudizio su me stessa, astenendomi da un atteggiamento ipercritico e banalizzante. Ogni giorno sono sempre più cosciente del benessere psico-fisico da me acquisito dopo aver sperimentato il mal di schiena e dopo averlo sconfitto grazie all’utilizzo di strategie efficaci. Non mi riconoscevo più in quel misto di emozioni negative che pensavo fossero giustificabili quando si soffre così tanto. Il dispiacere misto a rabbia mi rendeva fragile ed incapace di reagire.

Devo alla parola resilienza la mia vittoria. Oggi posso solo consigliare di reagire sempre, di accettare la realtà e di raccogliere ogni sfida.

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Calogero

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