Soulspension e Naturopatia

10
Ago 2018

Estate, calde giornate, relax, sfogliando una rivista vedo: “SoulSpension, un tappetino per l’anima”  questo titolo mi incuriosisce parecchio, poi tra le altre spiegazioni c’è … aiuta ad attivare un respiro consapevole e profondo .

Non resisto e chiamo subito (non mi piace comunicare per mail o messaggi… la voce delle persone parla oltre le parole!!) Patrizia mi parla con entusiamo (anche se le ho disturbato le vacanze) ci accordiamo per sentirci al suo rientro per capire meglio in che cosa consiste.
Mi propone di incontrarci, così, con mio marito, vado a Carrara per conoscere Patrizia e questo strumento “magico”!

La prima volta che ho visto SoulSpension mi sono detta “tutto qui?”
Chissà perché pensiamo sempre che gli strumenti per il benessere debbano essere complicati!

Ci sdraiamo e guidati da Patrizia eseguiamo gli esercizi che lei chiama “Rescue”, incredibile come la percezione del corpo, grazie allo strumento e al respiro, in 10 minuti cambi!

Amore a prima vista!!

Parte l’avventura. Mi iscrivo alla formazione!

Oggi sono qui a scrivere la mia testimonianza  di come ho introdotto questa tecnica nella naturopatia a diversi livelli:

  • Dieta (testimonianza Grazia e Paola)
  • Problemi psicosomatici legati a tensioni varie (testimonianza Sandy)
  • Endometriosi (testimonianza Paola)
  • Rieducazione posturale

 

Come Naturopata ho fatto mio questo principio:
Agire sulle convinzioni di malattia della paziente per ripristinare l’equilibrio psico-emotivo e incentivare l’autocura attraverso metodi naturali diversificati (alimentazione, fitoterapia, oligoterapia ed esercizi fisici).

La presa a carico di un cliente comporta un’estrema attenzione alle sfumature, sia per quanto riguarda i segnali dati dal fisico e dai sintomi biologici, che dal modo di porsi nell’esporre il problema, dal quale si possono evincere i segnali emozionali spesso non apertamente dichiarati. Perché spesso sono le parole non dette che permettono di conoscere alcuni dati importanti che consentono di arrivare a capire la causa del disequilibrio di salute.

 

SINERGIA TRA NATUROPATIA E SOULSPENSION

N., anni 44, fibromialgica, squilibri alimentari dovuti a problemi di deglutizione (a livello medico non  è stato riscontrato nessun problema e il caso è stato definito “sindrome ansiosa”).
N. arriva muovendosi in maniera quasi circospetta, con una postura rigida. Si è presentata con un tono di voce sommesso, piuttosto chiusa e sulle sue. Si è accomodata in modo rigido sulla sedia. Quando le ho chiesto quale fosse il problema per il quale era arrivata da me, ha risposto che desiderava sistemare l’alimentazione perché nell’ultimo trimestre dello scorso anno “mangiava molto male perché aveva problemi di deglutizione che la costringevano a coprire tutti i cibi di maionese o altre salse, per poterli deglutire”. Inoltre aveva spesso dolori dovuti a gonfiore addominale anche se dichiara di non avere problemi nell’eliminazione.

Osservandola, ho notato subito la rigidità e la chiusura della paziente, che si muoveva con le spalle chiuse e in postura anteroflessa, collo rigido. La marcia era molto controllata e piuttosto chiusa. L’espressione del viso era sofferente, il colorito pallido. Manteneva il contatto visivo in modo piuttosto sostenuto, dandomi l’impressione di voler delle risposte che non era fino ad allora mai riuscita ad ottenere. Infatti mentre mi racconta sommariamente qual è il suo vissuto terapeutico sottolinea più volte di non sentirsi capita, la maggior parte dei professionisti consultati le sottolinea la sua “sindrome ansiosa”,  ma lei dice “di sicuro tutti i miei problemi non sono inventati!”

L’unica diagnosi che potrebbe giustificare i dolori è la fibromialgia.

A questo primo contatto ho avuto l’impressione che la paziente fosse molto chiusa e sfiduciata e che avesse poco sostegno attorno a sé.
Ho cercato di mettere a suo agio la paziente ed ho iniziato a raccogliere i dati amministrativi per la gestione della cartella (dati anagrafici, copertura di cassa malati, medico curante ecc.) e ho domandato alla sig.ra se aveva avvisato il proprio medico curante che si sarebbe rivolta al mio studio.
Procedo con l’anamnesi e con la raccolta dati.
Sulla base di queste informazioni e viste le richieste della paziente in merito ai suoi disordini alimentari, approfondisco questo aspetto attraverso la compilazione di una giornata alimentare-tipo e le suggerisco di compilare da ora in poi un diario alimentare  per capire quali siano le sue abitudini.

Le propongo poi due semplici modifiche al suo regime alimentare attuale:

  1. bere un decilitro di acqua ogni ora,
  2. iniziare i pasti principali con un succo naturale di frutta o verdura ed eliminare agli spuntini gli zuccheri semplici in favore di quelli della frutta di stagione (ca. 150 grammi).

Oltre a questo le ho consigliato l’assunzione di di probiotici sottolineando l’importanza di un buon equilibrio del microbiota intestinale.
In riferimento alla diatesi anergica (stanchezza generale) le consiglio il complesso di oligoelementi : CuAuAg della Oligopharm da assumere 5 ml al mattino a digiuno tenendo il composto sotto la lingua per 30 secondi ca.e poi deglutire.

Tutti i problemi di N. (stanchezza, dolori articolari e infiammatori, dolori cervicali e problemi con la deglutizione e la digestione) mi fanno pensare, oltre alla fibromialgia e alla sindrome ansiosa, anche al nervo vago.


COS’È IL NERVO VAGO E DOVE SI TROVA
( fonte www.laltrariabilitazione.it )

Il Nervo Vago è il decimo nervo cranico, cioè il numero 10 di una serie di 12 nervi che partono direttamente all’interno della scatola cranica.
Esce dalla scatola cranica attraverso il foro giugulare, passa verticalmente attraverso il collo e si tuffa nel torace, dove comincia il suo girovagare per i visceri.
Si chiama Nervo Vago proprio perché “vaga” per quasi tutti gli organi del corpo, soprattutto quelli digestivi (stomaco e intestino).

NOTIZIA INTERESSANTE: i Nervi Vaghi sono due!

Proprio così: c’è il Nervo Vago di destra e quello di sinistra.

A COSA SERVE IL NERVO VAGO


Riassumere tutte le funzioni del Nervo Vago è molto difficile, dato che alcune sono state esplorate solo di recente, e probabilmente altre sono ancora da scoprire.
Ci limiteremo quindi a parlare di quelle più interessanti in ambito riabilitativo.

IL NERVO VAGO FAVORISCE LA DIGESTIONE E LE FUNZIONI DI “RELAX”

Il Nervo Vago costituisce la maggior parte del Sistema Nervoso Parasimpatico.
Il Sistema Nervoso Parasimpatico si attiva quando siamo in una situazione di tranquillità e relax.
Quando il cervello stabilisce che siamo in un momento di relax, dà un input al Sistema Nervoso Parasimpatico, e quindi al nostro Nervo Vago, il quale:

  • riduce la frequenza cardiaca
  • favorisce la digestione aumentando l’acido gastrico e la peristalsi intestinale
  • favorisce il rilassamento muscolare
  • favorisce le funzioni di “recupero” come quella immunitaria.

IL NERVO VAGO INFORMA IL CERVELLO DI CIÒ CHE SUCCEDE NEI VISCERI

Non ne parla mai nessuno, ma la maggior parte delle fibre del Nervo Vago non servono a favorire la digestione, ma ad informare il cervello di ciò che succede nei visceri.

Se riesci a sentire il mal di pancia è “merito” del Nervo Vago, maledetto lui…

Questo è molto importante quando pensiamo a cosa può mettere in difficoltà il nostro Nervo Vago: se lo stomaco o l’intestino sono costantemente infiammati, lui ne risentirà di certo.

 

IL NERVO VAGO È UN SISTEMA ANTI INFIAMMATORIO

Nel 2002, il neurochirurgo Kevin Tracey, in un famoso studio iniettò del liquido anti infiammatorio nel cervello dei ratti, notando che questa operazione aveva effetti anti infiammatori in tutto il corpo.

Questi effetti anti infiammatori svanivano se veniva tagliato il Nervo Vago: anche iniettando l’anti infiammatorio nel cervello, senza Nervo Vago questo non arrivava al resto del corpo.

Da lì sono partiti una serie di studi che hanno dimostrato come il Nervo Vago sia uno dei principali sistemi anti infiammatori “interni” che abbiamo, grazie alla produzione di acetilcolina.

 

SINTOMI DI UN NERVO VAGO NON FUNZIONANTE, O “INFIAMMATO”

Data la complessità delle sue funzioni, non è certamente facile capire quali sintomi si abbiano quando il Nervo Vago non funziona.

 

INFIAMMAZIONE ED ALTRI SINTOMI

Come abbiamo visto, il Nervo Vago è un sistema anti infiammatorio: chi ha un Nervo Vago poco funzionante, tende ad avere frequenti infiammazioni a vari livelli.
Ci sono poi tutta un’altra serie di sintomi di cui si parla spesso, come allergie, intolleranze alimentari e anche ansia.
Molto più probabile che a causare disturbi al Nervo Vago sia la forte tensione muscolare, in particolare del muscolo sterno-cleido-mastoideo, che è in intimo rapporto con il Vago.

 

PROBLEMI AL NERVO VAGO CAUSATI DA ALIMENTAZIONE E DISTURBI GASTRO ENTERICI

Lo abbiamo visto prima: il Nervo Vago è soprattutto un informatore.
Informa il cervello dello stato in cui si trovano gli organi, soprattutto stomaco ed intestino.
Si sente sempre parlare di come il Nervo Vago possa portare problemi digestivi, ma non si parla mai del contrario: se il sistema digestivo non funziona bene (ad esempio perché mangi male) il Nervo Vago ne risentirà negativamente.

 

PROBLEMI AL NERVO VAGO CAUSATI DA STATI EMOZIONALI

Diversi studi hanno dimostrato la correlazione tra gli stati emozionali e le funzioni del Nervo Vago.
È abbastanza intuitivo, se pensi che il Nervo Vago ha la sua massima attività in momenti di relax.
Come sarà la funzionalità vagale in quelle persone sempre e costantemente in tensione o sotto stress?

 

FIBROMIALGIA

(fonte https://www.reumatismo.ch/reumatismo-dalla-a-alla-z/fibromialgia )

Cause
L’elenco seguente riporta le cause di fibromialgia teorizzate, unitamente ad alcune brevi spiegazioni esemplificative. È possibile che in futuro alcune parti del puzzle si avvicinino l’una all’altra a formare un quadro complessivo coerente, anche se fino ad allora dovranno continuare a rimanere valide le teorie più diverse. L’elenco non ha alcuna pretesa di completezza, né con ciò la Lega svizzera contro il reumatismo intende prendere posizione a favore o contro alcuna teoria specifica.

Genetica
Sebbene l’incidenza famigliare suggerisca una predisposizione genetica allo sviluppo della fibromialgia, per indurre tale malattia dolorosa devono sommarsi ulteriori fattori al rischio ereditario.

Disturbo algico
La teoria del dolore interpreta la fibromialgia come un disturbo somatoforme della percezione algica e dell’elaborazione del dolore. Nei disturbi somatoformi non si riesce a riconoscere alcuna alterazione organica causale. Nel caso della fibromialgia, il disturbo trarrebbe origine da una carente produzione di inibitori del dolore naturali o da una riduzione della soglia del dolore, per cui nel tempo si svilupperebbe una “memoria del dolore” (ossia sensazioni algiche senza che vi siano stimoli scatenanti).

Stress
Molte persone colpite mostrano una bassa tolleranza allo stress, e alcune teorie annoverano lo stress fra gli agenti scatenanti e i fattori di rischio della fibromialgia. Lo spettro va dalle sollecitazioni fisiche eccessive e continue fino alle diverse forme di stress psicologico quali per esempio i conflitti interpersonali gravi, il mobbing e i traumi psichici. Questa teoria identifica nello stress l’effettiva causa di malattia e interpreta la sindrome fibromialgica come un disturbo del superamento dello stress, che spesso si associa alla compromissione dell’elaborazione del dolore.

Psicosomatica
I fattori psichici esercitano nella fibromialgia un ruolo non trascurabile: molte persone colpite soffrono di depressione, sono irritabili e non godono di un sonno riposante. Secondo la teoria psicosomatica, dietro il multiforme quadro sintomatologico della fibromialgia si celano fondamentalmente cause psichiche specifiche quali i conflitti irrisolti e le esperienze traumatiche non superate.

Disfunzione mitocondriale
Una nuova teoria interpreta la fibromialgia come una malattia dei mitocondri, ossia delle “centrali energetiche” delle cellule (muscolari). Lo stress cellulare e l’associato aumento della formazione di azoto mettono in modo un circolo biochimico vizioso che blocca processi metabolici essenziali nei mitocondri (ciclo del citrato, catena respiratoria), comportando un’intera serie di reazioni biochimiche a livello sistemico e organico. Per esempio, l’iperattivazione di recettori neuronali specifici nel midollo spinale e nel sistema nervoso centrale disturba l’elaborazione del dolore (vedi “Disturbo algico”).

Questa teoria postula che gli agenti scatenanti siano svariati fattori quali i virus (per es. quello di Epstein-Barr), i batteri (per es. quelli della borreliosi), le tossine, gli allergeni, i traumi meccanici (per es. il colpo di frusta, le lesioni craniche) o i traumi psichici.

Deficit di sostanze nutritive
La medicina ortomolecolare sta accumulando evidenze che la fibromialgia possa essere causata da una carenza di determinate sostanze nutritive, fra cui il selenio, la L-carnitina, il coenzima Q10, l’inosina, il magnesio e la vitamina B6.

Dal momento che la produzione di energia nelle cellule dipende da queste sostanze nutritive, una loro eventuale carenza riduce inevitabilmente le capacità mitocondriali di produrre energia.

La teoria del deficit di sostanze nutritive fa riferimento espressamente alla carenza di carnitina rilevata in molte persone colpite. La conseguenza sarebbe una compromissione del trasporto di acidi grassi nei mitocondri, dove vengono trasformati in energia. Il ridotto metabolismo dei grassi può essere dimostrato biochimicamente mediante rilevamento di un aumento del livello dei lipidi.

Iperacidità (scorie nel tessuto connettivo)

La teoria dell’iperacidità localizza la causa della fibromialgia nel tessuto connettivo (nella matrice extracellulare). Ogni cellula è circondata dalla sostanza gelatinosa fondamentale del tessuto connettivo, in grado di mantenere l’ambiente extracellulare in cui avvengono gli scambi di sostanze tra cellule e vasi (sanguigni e linfatici) e in cui le fibre nervose, prive di terminazioni nelle cellule, raccolgono informazioni sulle condizioni delle cellule stesse.

Oltre a ciò, il tessuto connettivo esercita una funzione di mantenimento dell’equilibrio acido-base dell’organismo: se le sue capacità disintossicanti e tampone non sono più sufficienti, accumula nella sua compagine gli acidi in eccesso sotto forma di sali solubili neutri. In elevate concentrazioni, questi sali (“scorie”) produrrebbero cristalli, i quali causerebbero irritazioni nervose locali e reazioni infiammatorie minimali (non diagnosticabili all’esame del sangue) e, in ultima istanza, sarebbero responsabili dello sviluppo della fibromialgia.

Fra le cause dell’iperacidità sono annoverate l’alimentazione scorretta, lo stress, gli sforzi fisici eccessivi e malattie quali la borreliosi o il diabete mellito.

 

CURE

Attività fisica
• programmi di esercizi di stiramento (stretching) muscolare e/o che migliorino il fitness cardiovascolare
• tecniche di rilassamento ed altre metodiche per ridurre la tensione muscolare

Importante à stirare gentilmente i propri muscoli e muovere le articolazioni attraverso un’adeguata mobilizzazione articolare giornalmente e prima e dopo gli esercizi aerobici. È utile inoltre consultare un terapista della riabilitazione che aiuti a stabilire uno specifico programma di esercizi per migliorare la postura, la flessibilità e la forma fisica.

A  questo proposito è fondamentale il lavoro con SoulSpension.

Alimentazione
A volte può essere utile migliorare la propria alimentazione per favorire le funzionalità vagali e per ristabilire un equilibrio acido-basico importante per combattere le infiammazioni muscolari e i dolori articolari.

Respirazione
Guidare  nella respirazione mantenere un ritmo respiratorio per stimolare maggiormente l’attività vagale, facendotelo mantenere per 15 minuti.
Il paziente può eseguire l’esercizio a casa.


 

Le chiedo se attualmente segue una terapia per i suoi problemi alla schiena, N. dice che ormai ha paura di qualsiasi intervento perché dopo le ultime sedute di fisioterapia è rimasta bloccata!

Le “presento” Soulspension spiegandole i principi sul quale si basa lo strumento:

Respirazione consapevole
Ascolto il mio respiro

Radicamento del cuore
Mi connetto con il battito del mio cuore, mi ascolto, mi connetto con le mie emozioni

Mindfulness
Libero la mente dai pensieri pesanti

Gentilezza verso se stessi

Non mi giudico, decido di volemi bene, do al mio corpo quello di cui ha effettivamente bisogno

Intento
Voglio aver cura di me, del mio corpo e faccio del cibo il mio alleato per una vita sana e ricca di energia


I BENEFICI DELLA RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE

(fonte https://www.evensi.it/respiro-sinergia-tra-corpo-e-mente-virgin-active-fitness/194306766?eid=194306766  )

Come abbiamo visto sia la componente fibromialgica che la componente vagale traggono grandi benefici dalla respirazione perché:

DISINTOSSICAZIONE:
Circa il 75% delle tossine che produciamo ogni giorno sono rilasciate attraverso il respiro come anidride carbonica. E’ l’anidride carbonica che mantiene all’interno del nostro corpo in efficienza i sistemi tampone che stanno alla base dell’equilibrio acido-base.

MIGLIORAMENTO DELLA CIRCOLAZIONE VASCOLARE:
Il respiro regola il ritorno venoso della vena cava inferiore, se è addominale spinge verso l’alto il sangue, risucchiandolo dagli arti inferiori e migliorando il ritorno del sangue venoso al cuore e quindi migliorando l’efficienza di tutto il sistema vascolare.

AUMENTO DELLE PRESTAZIONI SPORTIVE:
Per una migliore eliminazione delle scorie come l’acido lattico, ma anche per un miglior ritorno venoso e un miglioramento della circolazione e quindi anche dell’ossigenazione e nutrimento dei muscoli.

MAGGIORE OSSIGENAZIONE DEI TESSUTI
Dovuto ad un miglioramento della circolazione. Diminuzione della risposta infiammatoria.

MIGLIORA LA DIGESTIONE E L’EVACUAZIONE
Attraverso la respirazione diaframmatica si massaggiano i visceri e con essi si migliora la peristalsi intestinale, favorendo l’evacuazione e migliorando il transito intestinale.

MIGLIORA LA POSTURA E QUINDI AUMENTA IL RILASSAMENTO MUSCOLARE.
Respirando impariamo a consapevolizzarci di tutte le contrazioni presenti nel nostro corpo ed impariamo a lasciarle andare, ritrovando una postura naturale e priva di forzature.

LIBERA LE NOSTRE EMOZIONI BLOCCATE.
Possiamo considerare che gli schemi respiratori sono come una metafora di come viviamo la nostra vita; ed ognuno di noi ha uno schema respiratorio diverso.  Quando restringiamo il nostro respiro, stiamo reprimendo e sopprimendo anche le nostre risposte emozionali, e probabilmente anche la nostra vita.  E quando cambiamo/modifichiamo il nostro schema respiratorio le memorie immagazzinate vengono liberate, sentite, osservate, accettate e quindi prendiamo consapevolezza.  E continuando a respirare, avviene  l’integrazione e la trasformazione del respiro.

MIGLIORA LE RELAZIONI INTERPERSONALI
Respirare nel modo corretto scatena una reazione a catena sul nostro fisico e sulla nostra mente in grado di migliorare la nostra sicurezza e l’immagine che gli altri vedono di noi.

MAGGIOR CONTROLLO EMOTIVO E FISICO
Soprattutto in momenti di forte ansia o panico


 

La mente diventa più tranquilla e meno caotica
Riduce lo stress
Migliora l’ossigenazione del cervello e riduce i battiti cardiaci
Aumenta la sicurezza e la lucidità nel prendere decisioni

Gentilmente le spiego che in questo caso non si tratta di una ginnastica anzi questo è un modo di rilassarsi, di permettere alla sua colonna vertebrale di rilassarsi nello spazio creato da due guide di gommapiuma e che la respirazione dolce e ritmica, i movimenti lenti e ripetuti favoriscono la secrezione di serotonina (La serotonina è un neurotrasmettitore sintetizzato principalmente nell’apparato gastrointestinale e a livello del sistema nervoso centrale. Svolge numerose funzioni e interviene nella regolazione di importanti processi fisiologici quali il ciclo sonno/veglia, il senso di fame/sazietà, la motilità intestinale, il tono dell’umore, la memoria e il desiderio sessuale.

É conosciuta soprattutto per essere l’ormone responsabile del buon umore : più serotonina abbiamo in circolo, maggiore sarà il nostro grado di appagamento, soddisfazione e benessere psicofisico. Per questo motivo, la serotonina è nota anche come “ormone della felicità”.)

Le propongo di provare a sdraiarsi per 5-10 minuti su soulspension (questo mi serve come approccio per evitare un no categorico per paura di sentire dolore!)

Accetta, si sdraia sul lettino, le chiedo come sente l’appoggio del corpo e come risposta mi dice “fa male dappertutto”. L’accompagno nella respirazione in modo che si rilassi un po` prima di posizionare soulspension, posizioniamo lo strumento, torna a irrigidirsi per la paura, metto una mano sul plesso solare e una sul diaframma toracico e la invito a pensare solo al respiro.
Dopo qualche ciclo respiratorio inizia a rilassarsi. Passati 10 minuti, tolgo soulspension e le chiedo quali sono le sensazioni, se sente delle differenze rispetto all’inizio!

Sorride e mi comunica che sente la schiena più appoggiata ed è una sensazione abbastanza nuova!

Malgrado la reticenza ammette che non le era mai capitato di pensare solo alla respirazione e che effettivamente si sente più leggera.

A questo punto le spiego che potremmo pianificare qualche seduta di sospensione posturale aumentando gradualmente la durata del trattamento e che, se vuole, potrebbe in seguito acquistare soulspension e praticare la respirazione consapevole per 10 minuti al giorno così da mantenere una maggior elasticità muscolare.

 

2° INCONTRO
N. entra in studio meno sulla difensiva, il saluto è accompagnato da un sorriso, la postura è ancora molto rigida, il tono di voce è più sereno, si siede con un sospiro e mi porge la documentazione scientifica richiesta al suo medico di famiglia e il diario alimentare.
In merito a quest’ultimo mi dice “di solito non mangio così tanta carne ma questa settimana è stato così”.

Le chiedo se è riuscita a introdurre i piccoli cambiamenti alimentari concordati nella prima visita e molto sinceramente mi dice di non aver messo in atto tutto perché non sempre si ricordava di bere, quindi alcuni giorni arrivava a bere anche solo 5 dl; inoltre mi dice che se deve uscire non beve per non avere il problema di dover andare in bagno.
È riuscita a sostituire gli spuntini con frullati di frutta, “a parte qualche sgarro” ma i pasti sono rimasti uguali, al momento non riesce ad iniziare il pasto con un succo di frutta .
Le chiedo se ha comunque avvertito dei cambiamenti e mi risponde che effettivamente già mettendo la frutta a merenda si sente meno appesantita.
Ha assunto i probiotici come consigliato, “sono circa a metà cura!” e si è accorta che il gonfiore addominale è migliorato.
Gli oligoelementi sono gradevoli e ritiene che l’abbiano fatta sentire un po’ meno stanca.

Aggiunge che in questo periodo ha avuto qualche problema con i suoi dolori ritenuti ormai cronici e con la respirazione.
Leggo il  diario alimentare e sottolineo alla paziente quali sono le carenze alle quali va incontro con questo tipo di alimentazione, proviamo insieme a creare una settimana alimentare che possa andare bene dal punto di vista nutrizionale e coincidere anche con i suoi gusti e abitudini alimentari.
Propongo 2 Sali di Schüssler  senza lattosio (per non interferire con il lavoro di riequilibrio intestinale in atto), il numero 7 magnesium phosphoricum e il numero 5 kalium phosphoricum: il primo da assumere la sera in acqua precedentemente bollita e il secondo al mattino in acqua fredda o tiepida. Per la posologia consiglio 7 compresse di ognuno.

Ho scelto il numero 5 kalium phosporicum per la sua indicazione a livello del sistema nervoso e muscolare, questo sale viene indicato quando si presentano dolori insieme a una sensazione di paralisi. In caso di astenia muscolare e di dolori che peggiorano all’inizio dell’attività motoria.
Il numero 7 magnesium phosphoricum  è indicato per attenuare l’eccitabilità dei centri vegetativ e mitiga la trasmissione degli impulsi nervosi ai muscoli, diminuisce la tensione della muscolatura.  Il fosfato di magnesio è anche un analgesico e antiinfiammatorio. Consiglio di assumerlo con acqua precedentemente bollita per fare in modo che il magnesio possa legarsi con l’ammoniaca creata nell’organismo che se non espulsa potrebbe creare problemi di congestioni gassose e flatulenze.

Iniziamo il lavoro con SoulSpension, prima di far sdraiare N. sul lettino le chiedo di camminare nella stanza e di provare a sentire come è l’appoggio dei piedi e come sente la schiena.

“mi sento pesante, la schiena è rigida”

La faccio sdraiare sul lettino, facciamo qualche respirazione per aiutarla a entrare nel ritmo. Posiziono soulspension, le chiedo di ascoltare e concentrarsi solo sul respiro e inizio il trattamento.
La rassicuro dicendole che può decidere di togliere SoulSpension quando vuole.
Ho deciso di non iniziare subito con il trattamento completo per permettere a N. di prendere confidenza con la terapia.

Dopo 25 minuti, togliamo lo soulspension, continuiamo 5 minuti con la respirazione. Le chiedo di piegare le gambe, pratichiamo un leggero “dondolamento” e piano piano N. si mette seduta.

La faccio camminare e le chiedo se avverte dei cambiamenti, sorpresa dice di sentirsi più leggera, più dritta e che anche la respirazione è migliorata!

Dai nostri colloqui ho capito che N. non ha mai pensato veramente a se stessa, ha paura a esprimere i propri bisogni, forse anche perché fino ad ora non si è mai sentita veramente capita, con “l’etichetta” di sindrome ansiosa si scusano tutti i disturbi!!
Questa nuova percezione di se, imparare ad ascoltarsi ed essere ascoltata le fanno prendere sempre più fiducia. La prossima volta credo che riusciremo  a svolgere in modo completo il trattamento di sospensione posturale.
La psicosomatica ci insegna che i disagi/dolori del corpo esprimono quello che non riusciamo a dire con la voce, ma anche che questo ci serve per attirare un’attenzione che altrimenti non avremmo.

 

3° INCONTRO
Accolgo N., il saluto e la stretta di mano sono leggermente più energici, la postura dimostra sempre una certa chiusura. Il colorito è meno pallido.

Le chiedo come sta, come si è sentita in questo periodo e come va la ricerca del lavoro.

In merito a questo tema mi dice di essere molto delusa della presa a carico degli uffici competenti ma è ben decisa a continuare la ricerca.
Le sue risposte hanno sempre un fondo nostalgico malgrado il sorriso.
Mi racconta i suoi progressi: in fatto di alimentazione ha cercato di seguire le indicazioni anche se mi dice “io non faccio fatica a cambiare ma mia figlia e mio marito si, allora talvolta seguo i loro gusti e ricado negli alimenti già pronti”. Ha perso 1,5 kg da quando ha modificato l’alimentazione. Rimane però il problema nell’assunzione dei liquidi.

I sali di Schüssler le hanno migliorato leggermente i dolori, mentre è ancora presente la paura di rimanere bloccata al minimo movimento.
Ha finito la cura con i probiotici, ha meno tensione a livello addominale, tranne qualche episodio che al momento non sa collegare a degli alimenti specifici o a situazioni emotive particolari.
Le propongo di continuare ancora per 1 mese  con i Sali di Schüssler e di aggiungere un preparato Spagirico che potrebbe alleviarle il problema d’infiammazione muscolare cronica spiegandole che la Spagiria ha anche un’azione sull’aspetto emozionale.

Le chiedo di provare seriamente a bere almeno 1 litro di acqua al giorno fuori dai pasti principali.

Iniziamo la seduta di SoulSpension, si sdraia e, incredibilmente, entra nel ciclo respiratorio senza sforzo, le chiedo se sente alcune parti del corpo più pesanti di altre:

“la parte alta della schiena la sento più rigida, e il fianco destro appoggia di più!”

Inizio il trattamento, i movimenti sono molto dolci, seguo il ritmo del respiro, insisto maggiormente sull’apertura del diaframma, le chiedo di espellere l’aria in modo più “sonoro”, è molto titubante, la sua timidezza la trattiene, ma facendolo insieme riesce a farlo anche se poi si mette a ridere dall’imbarazzo! Lo ritengo un ottimo risultato!

La lascio in “sospensione” per qualche minuto e poi concludo la sessione.

Al temine dice di sentire meno tensioni muscolari e di sentire il diaframma più libero, questo le da una nuova energia per un attimo non ha pensato a nient’altro se non a se stessa!
Personalmente sono soddisfatta, vedo una maggior apertura ,anche se rimane  una certa titubanza nell’affrontare questo nuovo percorso di conoscenza di sè si lascia guidare, inizia ad ascoltarsi a percepire che si può stare meglio senza “effetti collaterali”.

 

4° INCONTRO
Arriva leggermente in ritardo, si scusa mille volte e mi chiede se può andare in bagno. Noto che i suoi movimenti sono meno controllati anche se sono sempre molto rigidi, significa che probabilmente  si sente sempre di più a suo agio.

La faccio accomodare in studio, la  tranquillizzo parlano un attimo “del più e del meno.”

Mi dice subito che venerdì,sabato e domenica ha provato a bere di più visto che era a casa e non aveva problemi con il bagno e, meravigliata mi dice: “I primi giorni dovevo andare in bagno con una certa frequenza, adesso però va meglio, bevo ca. 1 litro – 1 litro e mezzo al giorno e anche le mie visite in bagno sono normali!”.

Mi confessa però che anche quando non beve ma deve fare un viaggio o si trova a lungo fuori casa ha spesso lo stimolo di recarsi in bagno e quindi la sua reticenza a bere di più era legata anche a questi fatti.

Le chiedo “secondo lei perché ?” risposta “forse perché queste situazioni mi creano un po`di ansia?”
Non approfondisco l’argomento ansia, ritengo sia più opportuno che la paziente faccia le sue riflessioni senza forzarle, così da mantenere il livello di fiducia e non creare altro stress che creerebbe solo chiusura.
Le faccio notare che apprezzo i suoi sforzi e che sono felice dei suoi cambiamenti.
Credo che anche la gratificazione sia una componente della cura.

Le chiedo se ha avuto problemi con la spagiria e mi racconta che al momento è riuscita ad assumere solo 4 gocce tre volte al giorno perché aveva paura di aumentarne la dose.  Sull’effetto non sa dirmi granché dicendo “Beh, male non mi hanno fatto, è già un successo!”

Ora che ha finito l’assunzione dei probiotici e degli oligoelementi le propongo altri accorgimenti nell’ambito dell’alimentazione e le propongo degli integratori alimentari mirati al problema fibromialgico.

  1. continuiamo con il magnesio dei Sali di Schüssler
  2. aggiungiamo un integratore di vitamina B6 e coenzima Q10
  3. come oligoelemento introduciamo il selenio

e continuiamo con un regime dietetico per mantenere l’equilibrio acido-basico

La seduta di sospensione posturale va sempre meglio. La respirazione di N. è sempre più rilassata, questo mi permette di ampliare i movimenti durante il trattamento. N. mi confessa che da quando segue questo programma non ha più avuto bisogno di assumere Simbicort (dilatatore bronchiale) e che si sveglia molto più riposata.

La rendo attenta del fatto che anche la lega svizzera per il reumatismo consiglia un’attività fisica leggera, regolare contribuisce ad alleviare i disturbi o a renderli più sopportabili, le propongo di portare a casa SoulSpension e provare a fare 2-3 esercizi al giorno.

Vederla uscire con il “tappetino” e con la voglia di mettersi alla prova è una grande soddisfazione anche se la perplessità nel manifestare i cambiamenti, la paura di non riuscire a fare di meglio dimostrano che ci sono ancora molti fattori stresssanti.

Nel percorso fatto fino ad oggi vedo che sta cambiando, ha capito che la vera cura parte da se stessa e la mio ruolo è di consigliarla, informarla, valutare gli effetti dei rimedi e dei cambiamenti proposti, di sostegno e di ascolto.

 

5° INCONTRO
Al suo arrivo noto che è visibilmente più rilassata, la sua camminata è meno rigida, il suo sguardo è più dolce.
Al mio “Buongiorno, come sta? Cosa è successo di bello in questo periodo?” mi guarda un po’ perplessa e dice “Niente perché?”

Le confido quello che ho notato quando è entrata e mi accorgo che non sa come gestire un complimento e rimane spiazzata.

I prodotti consigliati sono ben sopportati, sente che si muove meglio, si sente meno legata e aggiunge: “ho quasi paura a dirlo!”
Continua con le vitamine, i sali minerali e gli oligoelementi  la sua sensazione è che si sente meglio. Le chiedo di definire cosa intente per meglio:

“prima di tutto mi danno la sicurezza che se non sono sempre brava con l’alimentazione assumo le sostanze che mi servono e poi mi sento meno nervosa, ho più forza muscolare e riesco a svolgere le mie mansioni quotidiane con meno fatica!”

L’alimentazione ha avuto un buon risultato, l’addome è piu rilassato, l’energia è migliorata e non ha più avuto episodi di orticaria (effetto collaterale dei rimedi cortisonici).

Mi consegna il “soulspension” che le ho prestato dicendomi che in due settimane ha avuto modo di usarlo sì e no 4 volte, l’ultima volta, forse perché era un po’ nervosa, non ha avuto il solito effetto benefico, però mi chiede se e dove può acquistarlo.

Lo ritengo un grande successo!

Le propongo di tenere questo in prestito (in attesa di acquistarne uno) e quando non se la sente di usarlo di continuare almeno con gli esercizi di respirazione.
Nel percorso fatto fino ad oggi vedo che sta cambiando, ha capito che la vera cura parte da se stessa. Il  mio ruolo è di consigliarla, informarla, valutare gli effetti dei rimedi e dei cambiamenti proposti, di sostegno e di ascolto.
Parlando le faccio notare i suoi miglioramenti  fisici che sono dimostrati anche nella postura, nella comunicazione e nella volontà di perseguire dei cambiamenti nel suo quotidiano e ammette “beh, effettivamente il cambiamento c’è stato e mi sento meglio!”
L’ascolto, il sentirsi sostenuta e gratificata e l’effetto delle cure la rendono un po`meno ansiosa.

Iniziamo il trattamento di sospensione posturale. Ogni volta N. si stupisce di come riesce a entrare subito in uno stato di rilassamento, la paura iniziale è scomparsa si accorge che anche durante le attività quotidiane il suo respiro è più profondo e più calmo, i suoi movimenti sono meno rigidi.
All’inizio avevo davanti a me una giovane donna, insoddisfatta, sfiduciata nella possibilità di trovare un percorso terapeutico che avesse tenuto conto dei suoi bisogni e avesse anche dei risultati.

Oggi N. arriva con la voglia di proseguire con una sana e corretta alimentazione, di bere almeno 1.5 l di acqua al giorno perché ne ha capito l’importanza e l’efficacia, ha più voglia di fare movimento, è meno ansiosa riguardo i cambiamenti , affronta il quotidiano con più positività ed inizia a cercare da sola delle attività che la facciano prendersi cura di sé (ginnastica in acqua).

Spero che questo percorso che ha iniziato con me possa essere continuato e porti N. a una sempre maggior consapevolezza del proprio corpo ma soprattutto dei propri bisogni emotivi e spirituali. Il contatto con sé stessa, che ha solo iniziato, ha portato la paziente da un atteggiamento sfiduciato e alla ricerca di rimedi “esterni”, ad una consapevolezza graduale nelle proprie risorse.

Spero che questo nuovo stato di salute prima o poi le darà la forza di affrontare in modo più aperto le emozioni e le ansie.

Grazie N. per la fiducia e per avermi permesso di accompagnarti in questo percorso!

 

ALTRE TESTIMONIANZE
Queste testimonianze dimostrano che SoulSpension, grazie ai sui principi, aiuta l’autoguarigione grazie a una maggiore consapevolezza di se!

 

Testimonianza Grazia
Graziei a SoulSpension ho potuto fa pace con il mio corpo e con il bisogno di calmare le mie emozioni tramite il cibo.
Grazie alle sedute di SoulSpension in studio e agli esercizi regolari a casa posso dire che mi sento più “centrata”!
Respirare nel modo corretto ha migliorato la mia sicurezza e l’immagine che gli altri vedono di me.
Mangiare in modo equilibrato è diventato un bisogno e un piacere e i miei chili (le mie zavorre) se ne stanno andando lasciando spazio a una maggior autostima!

Grazie SoulSpension!

Testimonianza Paola
Il racconto della mia esperienza con il trattamento del metodo Aloha, vorrei iniziarlo presentandomi brevemente.
Sono una donna di 35 anni e da 5 mi è stata diagnosticata l’endometriosi. A causa di quest’ultima ho subito 2 interventi chirurgici nell’arco di 5 mesi, di cui il secondo si è rivelato più impegnativo del primo in quanto la malattia aveva colpito non solo le ovaie ma altre parti dell’organismo. La conseguenza di questi interventi eseguiti a così breve distanza mi hanno portata ad essere messa in menopausa indotta da ormoni. A gennaio di quest’anno ho sospeso la terapia ormonale con il benestare della ginecologa in quanto, dopo un periodo prolungato, si consiglia di fare una pausa per verificare l’attività ovulatoria e soprattutto per controllare l’attività dell’endometriosi che è strettamente legata al ciclo mestruale.
Sono cliente di Ornella da diverso tempo ed è stata lei a propormi questo nuovo percorso terapeutico più mirato per aiutarmi a prolungare il più possibile il periodo di pausa dagli ormoni e così, dopo essere andata ad una sua serata dove ha presentato il materassino e il metodo Aloha, ho deciso di provare!
Abbiamo programmato una serie di sedute fino a quando non avrei avuto il secondo controllo dalla ginecologa (previsto per aprile) e così a febbraio abbiamo iniziato questa nuova esperienza!
Alla prima seduta sono arrivata da Ornella con un dolore alle ovaie perché ero in fase ciclica, questo dolore mi ha irrigidito tutto l’addome e di conseguenza il resto della postura.
Appena mi ha fatto stendere sul materassino e fatta posizionare correttamente aiutandomi con la respirazione ho subito sentito un giovamento generale. Tutto è andato in crescendo, man mano che Ornella mi assisteva con la manipolazione sentivo sempre di più il corpo rilassarsi e conseguentemente anche il mio addome. Ad un certo punto si è sbloccato qualcosa a livello della mia ovaia destra e il benessere è stato ancora più maggiore. È stato davvero un trattamento molto piacevole perché mi ha portata ad uno stato di benessere in modo molto dolce. A fine trattamento non avevo più dolore all’addome, ma la sensazione più entusiasmante è stata la percezione della mia postura: più rilassata e soprattutto più “centrata”.  Bellissimo!
Il secondo incontro con Ornella ha avuto un approccio diverso da quello precedente: sono arrivata molto tesa perchè al mattino ho avuto un incidente dove mi ero spaventata molto (fortunatamente senza farmi nulla) per cui ero bloccata in tutto, dalla respirazione, postura, muscoli, eccetera. Iniziato il trattamento ho avuto un po’ di difficoltà nel respiro, poi con l’aiuto della terapista ho cominciato a respirare meglio. Poco a poco sentivo che stavo riprendendo possesso del mio corpo. A fine seduta ho avuto una piacevolissima sensazione a livello lombare e delle gambe, ma rimane sempre eccezionale la percezione di TUTTO il corpo. Quando mi ha fatto camminare nella stanza è stato ancora più bello della volta precedente: sentivo il mio corpo ed ero finalmente rilassata e libera dal peso della giornata.
La terza seduta l’ho vissuta senza particolari esperienze di stress (vedi la precedente!) per cui posso dire di aver apprezzato appieno il trattamento. Le mie difficoltà, soprattutto all’inizio delle manipolazioni, sono sempre legate alla respirazione (risolte a breve grazie l’aiuto e il supporto di Ornella). Questa volta ho percepito il rilassamento di ogni mio arto: fantastico. Il fatto di lasciarsi guidare e poi lasciarsi appoggiare dopo ogni movimento eseguito dal terapista regala una sensazione molto profonda poiché percepisci tutti i benefici del metodo e di come si lavora in sinergia tra materassino, terapista e paziente. Riflettendo in modo più critico su me stessa ho potuto concludere che la mia difficoltà che, particolarmente all’inizio della seduta, mi limita è non riuscire a “lasciare andare”.
Il quarto incontro è stato caratterizzato del superamento del mio limite descritto qui sopra. Ornella mi ha messo sugli occhi un panno profumato con essenze e dopo un primo aiuto con la respirazione ho finalmente trovato il mio ritmo. Sono riuscita a rilassarmi ancora di più e finalmente a lasciarmi andare (per poco non mi sono addormentata!).

A fine seduta abbiamo riflettuto e fatto una sorta di punto della situazione. I cicli che ho avuto sono stati meno dolorosi e anche il flusso sembrerebbe migliore, inoltre ho potuto constatare altri benefici: ho perso peso (in concomitanza ad un programma alimentare di Ornella) e ho una fame meno nervosa.

La quinta seduta è avvenuta dopo un paio di settimane dall’ultima, in questo lasso di tempo dove non ci siamo viste ho utilizzato il tappetino a casa. Non ho eseguito particolari esercizi, ho preferito concentrarmi di più sulla respirazione. In questa seduta ho apprezzato ancora di più tutte le manovre, la mia difficoltà di lasciarmi andare completamente resta sempre un po’ un limite che si risolve appena Ornella mi supporta aiutandomi con il ritmo della respirazione. Mi sento molto più elastica e centrata con il mio corpo, questo paradossalmente mi porta ad una migliore accettazione della malattia, nel senso che la vivo più serenamente, con meno ansia. Questa mia attitudine viene riflessa anche con periodi di ovulazione e cicli meno dolorosi. Fantastico!
Qualche settimana dopo questa ultima seduta, ho avuto il secondo controllo ginecologico nel quale è stata vista una cisti di 5 cm su un’ovaia. La probabilità che fosse una cisti endometriosica era alta, per cui la ginecologa dopo avermi fatto un prelievo del sangue per vedere i marcatori nel sangue (se questi fossero stati alti avrebbero precluso una seconda riflessione medica con conseguente terapia medicamentosa) mi ha fissato un appuntamento dopo 6 settimane in modo tale da verificare l’eventuale crescita della cisti. A causa degli impegni lavorativi ho potuto sentire Ornella solo telefonicamente per aggiornarla, non per questo però non ho continuato con gli esercizi a casa. Dopo 6 settimane sono andata al controllo e i risultati dell’esame del sangue erano perfetti e al controllo con l’ecografo non risultava più nessuna cisti. Inutile descrivere come mi sentissi!

Nonostante questa bellissima notizia continuo ad avere controlli trimestrali, ma ciò non toglie che continuo le mie sessioni con SoulSpension perché i suoi benefici li percepisco non solo riguardo la mia patologia ma su tutto il mio corpo e sul mio essere. Sono molto più rilassata e mi sento più centrata nella mia vita e questa percezione, a mio modo di pensare, è da mantenere viva perché con i ritmi della vita di oggi, può solo che schermarci da situazioni di stress e farci vivere la vita come deve essere vissuta: serenamente e il più spensierata possibile.

Questa testimonianza non è legata all’alimentazione ma ad altri effetti di questo meraviglioso strumento!

Testimonianza Sandy
Ho conosciuto tappetino SoulSpension Metodo Aloha tramite Ornella, in occasione di un incontro presso il suo studio.
Non stavo molto bene, ero ansiosa, sempre stanca, avevo poco appetito, insomma leggermente depressa.
Ornella mi ha proposto di voler adottare il metodo SoulSpension che si è rivelata già subito la prima volta, un’esperienza molto positiva, infatti al termine della sessione ho ricevuto una piacevole sensazione di leggerezza, sia fisica che mentale.
Dopo poche settimane ho notato un espansione del mio torace, le scapole più sciolte ed il respiro era più profondo e regolare.
Soffrendo di ernia lombare, effettuando gli esercizi con le gambe, mi sono accorta che i muscoli lungo tutta la mia colonna vertebrale sono belli caldi e le gambe lavoravano sempre più sciolte e con più leggerezza.
SoulSpension, dona al corpo lo spazio e l’opportunità di comunicare e secondo la mia opinione grazie a questo metodo, il mio corpo ha potuto liberarsi di tristezze e dolori accumulati durante la mia vita, non più necessari.
Inutile aggiungere che lo consiglierei a tutti.

 

Sessioni di Gruppo


Ho avuto la fortuna di poter orgaizzare dei gruppi a Faido presso l’ostello dei cappuccini in una vecchia palestra delle scuole elementari, l’energia e il silenzio del luogo hanno creato l’ambiente ideale per il rilassamento. SoulSpension ha fatto il resto!

 

L’entusiasmo di queste persone mi ha spronato a continuare con l’organizzazione di queste sessioni di gruppo.
Ho chiesto loro di definire con poche parole gli effetti delle sedute:

rilassamento – gioia – respirazione libera – miglioramento postura – calma – miglioramento qualità del sonno

Grazie SoulSpension!
Grazie Patrizia Gavoni.

Ornella Valenti

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