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Fai di questo attimo il migliore

Noemi Brambilla

Massofisioterapista e operatore Ayurvedariceve a Burago di Molgora (Monza)tel 348 363 3548


Come posso stare bene in questo periodo di caos e di incertezza?


La risposta è molto semplice, così come lo strumento che te la fornisce: sdraiati sul Soulspension, pratica la Sospensione Posturale. Ho conosciuto Patrizia tramite Holys week e c’è stato subito il click, una profonda connessione per il potenziale infinito di questo meraviglioso strumento.

Connessione nel vero senso della parola, data anche dalle restrizioni imposte dalla pandemia e al doverci reinventare nuovi modi di comunicare, vivere le esperienze e la formazione. A volte dalle difficoltà nascono delle opportunità e non delle limitazioni perché il Soulspension per quanto mi riguarda è stato un fantastico regalo di crescita non solo personale ma professionale che mi ha permesso di vivere con entusiasmo un periodo dominato da tutt’altri sentimenti.

E così nasce il progetto “Fai di quest’attimo il migliore” per fare stare bene il maggior numero di persone possibile e aiutare a stare in modo semplice e naturale nel momento presente, nel qui e ora con leggerezza e serenità. La mia formazione professione di massofisioterapista e operatore ayuverda mi porta quotidianamente a trattare persone che arrivano con un certo livello di malessere psicofisico e si affidano a me per alleviare una tensione muscolare o per rilassare la mente dopo una giornata intensa.

Ma in questo periodo l’incremento di stati non positivi è di gran lunga maggiore, non solo fisicamente, dato da posture scorrette di postazioni lavorative adattate per lo smartworking, ma dall’aumento di stati d’animo come ansia, stanchezza cronica, rabbia, irritabilità, perdita di stimoli, atteggiamenti di chiusura.

Questi stati d’animo si riflettono inevitabilmente sul nostro corpo e si traducono spesso da contratture muscolare a problemi a livello gastrointestinali, aritmie, insonnie, fame compulsiva e compensativa. Trattare un corpo con un grosso bagaglio emozionale pensando di poter trattare semplicemente l’aspetto fisico è come pensare di rastrellare un prato dalle foglie secche sotto un grande albero scosso dal vento: il tuo lavoro risulta inutile se il vento non si placa.

Ormai è comprovato scientificamente quanto i nostri sistemi siano strettamente correlati, come un’emozione stimola una reazione, che a sua volta altera in positivo o in negativo un tessuto, organo o sistema.

Come poter agire in modo semplice ed efficace sul sistema "mente ed emozioni" per poter poi trattare in modo più profondo il corpo?

Il Soulspension ci dà questa risposta. Per meglio contestualizzare il mio lavoro vorrei fare una breve analisi del periodo, contesto storico che stiamo vivendo. La sindrome generale di adattamento o stress è la risposta messa in atto da un organismo di fronte a qualsiasi richiesta proveniente dall’ambiente che lo circonda. Di fronte a questi stressori ogni individuo reagisce in maniera differente a seconda della propria resilienza. Infatti non è tanto il potenziale stressore in sè, quanto il modo in cui lo percepiamo e lo affrontiamo che fa si che sia causa di stress o meno. Gli esseri umani sono straordinariamente resistenti allo stress: riusciamo a trovare sostegno in credenze religiose, attività, svaghi, che ci danno gioia e senso di appartenenza condividendola con famiglia e amici. Tuttavia in questa situazione proprio la privazione di queste valvole di sfogo si sono trasformate loro stesse in stressori, andandosi ad aggiungere ai tre principali:

  1. la pandemia stessa, quindi un virus sconosciuto a livello mondiale

  2. linfodemia, ovvero l’eccesso, il bombardamento mediatico di informazioni

  3. lockdown, ovvero l’insieme dei provvedimenti presi dal governo di distanziamento sociale e blocco delle attività produttive.

Cos’è lo stress da pandemia?

L’organizzazione mondiale della sanità ha classificato come “Pandemic Fatigue” lo stress da pandemia, una vera e propria sindrome comportamentale causata dall’emergenza.

Le conseguenze del Covid 19 e il rischio di contagi ci costringono ad adeguare il nostro stile di vita a nuovi ritmi e nuove ristrettezze, ad affrontare situazioni di costante incertezza economica, lavorativa, limitazioni delle nostre libertà e relazioni umane.

Molte persone si trovano a vivere quelle che sono le reazioni da sospensione da limbo ovvero la mancanza di consapevolezza del futuro e una sensazione di costante attesa, di mettere la propria vita in standby mentre il tempo scorre.

Abbiamo atteggiamenti passivi, rinunciatori, aggressivi, di ribellione dalla regole. Mentre altri sintomi della “Pandemic Fatigue” sono ansia, agitazione e tristezza.

Come si riflettono queste emozioni sull’apparato muscolo-scheletrico?

La schiena può essere considerata una sorta di ponte che unisce il capo agli arti inferiori. Una zona di incontro tra ciò che è alto (mentale, emozionale, spirituale) e ciò che è basso (materiale, terreno). Il nostro rachide è una grandissima mappa di tutte le emozioni che viviamo quotidianamente soprattutto quelle che non riusciamo ad ascoltare e ad accogliere. Inoltre è l’altra faccia del torace, la sede del cuore e dei polmoni e di tutti gli altri organi sede anch’essi di importanti sentimenti. Quando proviamo angoscia, paura, sconforto, si verifica uno squilibrio chimico. Una irregolarità tra seretonina e norepinefrina genera l’incremento del dolore che non è altro che un’esperienza neurologica trasmessa dal sistema nervoso. L’ansia è uno dei sentimenti più diffusi tra la popolazione italiana e deteniamo il triste primato di maggiori consumatori di ansiolitici a livello europeo. Nell’ultimo anno infatti c’è stato un incremento del 35% e del 28% tra ansiolitici e antidepressivi.

Una delle sue caratteristiche principali è di essere anticipatoria verso possibili pericoli futuri non definiti e imprevedibili. La sua sede è posta nella amigdala, nella corteccia prefrontale, nel talamo e nell’ipocampo. L’attivazione di queste aree e la secrezione dei neurotrasmettitori precedentemente nominati, fa sì che avvenga la stimolazione del sistema simpatico e la presenza di quelle reazioni corporee come tremori, arrossamenti del viso, accelerazione del battito cardiaco, sudorazione, iperventilazione, tipiche di un attacco di ansia o di panico.

Nel periodo attuale si è evoluta da ansia del contagio a quella di diventare untori verso i propri cari, ad ansia da lockdown fino ad arrivare alla più recente ansia di attesa.

A lungo andare su una schiena di un soggetto con frequenti stati emotivi di questo tipo abbiamo la seguente situazione: postura di chiusura, le spalle si piegano in avanti portando tensioni, contratture muscolari sulla zona del trapezio e del tratto cervicale con possibili irradiazioni sul braccio e una retrazione dei muscoli pettorali. In molti casi vi è un blocco a livello del diaframma e tensione della muscolatura addominale.

Questo quadro di contrazione e infiammazione può sfociare in problematiche maggiori, a livello di cuore, affaticato da una scarsa ossigenazione e costretto a pompare di più e dei polmoni soggetti ad un maggiore accumulo di muco dovuto al ristagno e ipoventilazione.

La rabbia è un altro sentimento che sta crescendo e contagiando la popolazione con la stessa facilità di diffusione del virus stesso. La zona della schiena dove viene maggiormente somatizzata è il dorso.

La muscolatura è contratta sotto le scapole, soprattutto quella di destra, punto riflesso del fegato. Anche i muscoli intercostali e paravertebrali sono tesi e fonte di dolore a causa sempre di una chiusura posturale di spinta in avanti delle spalle e di contrazione della cassa toracica. Anche in questo caso il diaframma viene interessato limitando i movimenti respiratori e respirando con solo la zona apicale dei polmoni.

Questo rifiuto dei propri sentimenti e il “non digerire” le situazioni, non solo continua a convertirsi sul sistema muscolo scheletrico, ma abbiamo un fisiologico aumento della bile che danneggia fegato e cistifelea, episodi di mal di stomaco, reflusso gastrico e che concatenatamente continuano a riversare sensazioni di irritabilità per lo stato di malessere fisico che si sta vivendo.

Soluzione Soulspension

Il Soulspension e la Sospensione Posturale sono la sintesi delle molteplici esperienze della sua creatrice Patrizia Gavoni, non solo in campo fisico. Infatti è uno strumento polifunzionale che ci permette di fermarci, centrarci, mettere la nostra colonna e il nostro corpo in Neutro, sospensione, galleggiamento. E’ la risposta ad agire sulla nostra schiena, scaricando in autonomia le tensioni accumulate durante la giornata e con lo stesso strumento c’è la possibilità di fare lavori guidati e seguiti da insegnanti certificati, sia a livello personale che di gruppo.

Perché riusciamo a portare miglioramento e benessere con questo strumento nell’attuale situazione che stiamo vivendo?

  1. perché per la sua struttura e conformazione esegue un’azione meccanica sulla muscolatura mettendo la colonna vertebrale in scarico e stimolando le terminazioni nervose che si diramano da ogni singola vertebra.

  2. perché agisce sul respiro

  3. perché lavoriamo con l’attivazione del sistema parasimpatico attraverso la stimolazione del nervo vago.

  4. perché con la mindfullness trasformativa educhiamo la mente a stare nel qui e ora disattivando il principale meccanismo dell’ansia di essere proiettiva del futuro.

  5. perché torniamo ad ascoltare noi stessi portando l’attenzione dentro e non fuori da noi, ascoltando i segnali del nostro corpo e non la valanga di informazioni che ci circondano.

Sdraiandosi sul Soulspension ci si rende subito conto che lo strumento funziona. I primi momenti fa affiorare a livello posturale quelle che si possono definire in parole semplici “i tuoi punti deboli”, ovvero le zone di maggior sofferenza.

Si possono avere sensazioni di poca centratura di dolori in zone che non si erano mai ascoltate. Ed è proprio in quel preciso momento che succede la prima magia: si prende consapevolezza, stiamo iniziando ad ascoltarci. E quando succede questo è il primo atto per iniziare un percorso per stare bene, per migliorarsi.

Poi accade la seconda cosa di estrema importanza: cominciamo a respirare ad aprire la cassa toracica, espandere il petto, aprire le spalle e lasciamo andare non solo le tensioni ma le nostre emozioni, imparando a portare la giusta attenzione al proprio respiro, i meccanismi della mente cominciano a scardinarsi e i pensieri perdono di potenza e la mente finalmente si placa.

Abbiamo attivato un cerchio di benessere :Corpo rilassatoMente calma e serena

Esperienze con Soulspension

Ho deciso di provare a proporre a quelle persone che reputavo più in difficoltà, due tipologie di percorso. Una cominciando il trattamento con trenta minuti di soulspension a terra guidando la seduta e concludendo con 30/60 minuti di massaggio sul lettino. L’altra di collaborare con la psicologa Viola Bertini che interveniva prima della seduta di Soulspension con un lavoro di presa di consapevolezza emozionale. Riporto uno dei casi che ho seguito in questo percorso: la signora a cui l’ho consigliato è una persona molto solare, di compagnia, che ama viaggiare, sempre impegnata in attività di vario tipo artistico e culturale. La pandemia l’ha molto segnata emotivamente e ha spento il suo entusiasmo. Era molto giù di morale, con un senso di nodo alla gola e molte giornate, con il prolungarsi delle restrizioni, erano caratterizzate da scoppi di pianto. Le sembrava di perdere del tempo, tempo che non sarebbe più tornato e ciò le impediva di sperare di tornare a fare ciò che amava prima. La schiena era molto contratta, soprattutto la parte del trapezio e aveva una postura di chiusura e di rassegnazione.

1° seduta: entra in studio molto triste e con le lacrime agli occhi. Dopo 30 minuti di soulspension si alza con un ampio sorriso e mi confessa che è riuscita a non pensare a niente, cosa che non le succedeva da tempo. Con il massaggio la schiena presenta una muscolatura più rilassata e per la prima volta rimane in silenzio durante il trattamento per rimanere nel suo stato di benessere appena guadagnato.

2° seduta: mi racconta che l’effetto è durato qualche giorno e poi ha ricominciato a sentirsi molto malinconica. Anche la seconda seduta è positiva e addirittura riesce durante la respirazione guidata ad alleviare il fastidio che aveva alla spalla. Il viso torna sereno e rilassato ed esce dallo studio carica di entusiasmo. La rapidità con cui c’è stato il cambio di umore e l’emozione che è affiorata, opposta a quella iniziale, è stata sorprendente meravigliando entrambe.

Dalla 3°seduta: i benefici sono sempre più duraturi. Mi scrive che ha ricominciato a fare alcune cose che non faceva da tempo come la lettura. E si accorge anche di alcune coincidenze che si manifestano quando è più consapevole. A causa dell’aumento delle nuove restrizioni tuttavia ritorna ad avere un leggero peggioramento dell’umore. Così abbiamo deciso di aggiungere alle sedute di soulspension e massaggio anche il supporto della psicologa per cercare una risposta maggiore.

Gli incontri si presentano in questo modo: il dialogo con la psicologa, il lavoro attivo con il soulspension e la parte passiva di massaggio. Quindi uno sfogo emotivo seguito da un ritrovare la centratura tra corpo e mente salendo e imparando a stare sul soulspension, dove il lavoro di apertura e di lasciare andare termina nel massaggio, nella presa di contatto tra questo nuovo stato di benessere corpo mente. Ho constatato che lavorando con questa sinergia abbiamo accellerato molto le risposte e le reazioni della signora e lo stato di miglioramento era più che evidente. Un metodo di lavoro che mi ha entusiasmato soprattutto per i risultati ottenuti. Un lavoro completo a più piani e più livelli, un prendersi cura a 360° di tutti i bisogni della persona.

Conclusioni

Tutti i riscontri che ho avuto con il soulspension alternato anche alla sospensione posturale sul lettino, hanno avuto feedback più che positivo. Le persone alzandosi dallo strumento si sentono più felici, si sentono scaricate dai propri pesi, si sentono ritrovate e alcune vedendosi le spalle più dritte e il petto aperto si sono sentite più belle, con una maggiore autostima ed una energia ritrovata. Un petto aperto ti fa affrontare spesso gli eventi in un‘altra prospettiva, con una maggiore sicurezza e decisione. Utilizzando quotidianamente a casa lo strumento e facendo un percorso accompagnati da una professionista si riesce ad ottenere degli ottimi benefici, non solo fisici ma anche mentali.

La parola che più ho sentito usare da tutti quelli che hanno provato è Leggerezza. Io la considero una parola meravigliosa un grande scrittore diceva:

"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macini sul cuore". I. Calvino

Quindi consiglio l’uso di questo strumento come arma potente della situazione che stiamo vivendo tutti noi, perché è versatile , perché funziona, perché ti fa stare bene senza uso di farmaci, semplicemente attivando la farmacia naturale che è dentro di noi.

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Cinzia Pogliani Insegnante Pilates, Hatha Yoga, Vinyasa Yoga, Yin Yoga, Pancafit, preparazione sportivaMilano Sono dottoressa in Scienze Motorie e insegno da più di 20 anni alternando varie tecniche n

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