Obesità: Cause e Rimedi Quando l'assunzione di Calorie ci fa accumulare grasso?

medico che diagnostica obesità
05
Lug 2018

Spesso si parla di obesità in maniera impropria. Succede infatti di descrivere come obesa una persona in carne.

In realtà la problematica è molto più complessa di qualche chilo di troppo.

L’OMS ha riconosciuto l’obesità come un problema di salute pubblica che è diventato endemico.

Coinvolge nel mondo milioni di adulti e bambini in età scolare con conseguenze sia sulla qualità della vita delle persone che sulla spesa sanitaria dei Governi a causa delle malattie causate dall’obesità.

Negli Stati Uniti, noti per diffusi comportamenti alimentari scorretti, il problema ha assunto una tale dimensione che Michelle Obama, durante il mandato presidenziale del marito, ha lanciato una campagna di lotta all’obesità , “Let’s move , per educare i bambini ad un comportamento alimentare corretto e a fare regolarmente attività fisica.
In Italia, patria del buon cibo e della dieta mediterranea, il problema ha assunto proporzioni preoccupanti a causa della sedentarietà e di comportamenti alimentari sbagliati.

Dagli anni 80 ad oggi la diffusione è stata abnorme e direttamente proporzionale alla crescita del benessere economico e all’ampliamento sul mercato della tipologia di alimenti appetibili ma poco sani.

Vediamo adesso insieme di approfondire il tema obesità partendo intanto da come si identifica, poi quanti tipi e gradi ne esistono, come si è diffusa , quali sono le cause e le relative conseguenze per poi conoscerne le cure.

Fortunatamente esistono delle soluzioni diverse a seconda della gravità del caso e che possono essere molto efficaci se combinate tra loro, ma tutte sono fortemente condizionate dalla motivazione della persona che deve attuarle.

 

 

Cos’è L’obesità

L’essere umano ha una naturale tendenza ad accumulare grasso.

L’uomo primitivo si procurava il cibo con molta fatica per cui il corpo ha sviluppato la capacità di trattenere più possibile le energie da poter utilizzare nel momento di un minore apporto calorico.

Nel tempo è diventato più semplice accedere al cibo ma millenni di abitudini sono rimasti impressi nel nostro organismo.
Quando il nostro corpo accumula un’eccessiva quantità di grasso nel tessuto sottocutaneo possiamo parlare di obesità.

Per conoscere l’obesità dobbiamo prendere confidenza con l’Indice di Massa Corporea (IMC) il cui valore si ottiene dividendo il peso in Kg con l’altezza in metri elevata al quadrato.

Si è obesi quando l’IMC supera il valore di 30.

 

Gradi

L’obesità è stata classificata in gradi perché naturalmente non tutti i casi posso essere considerati in maniera univoca.

La gravità della patologia aumenta proporzionalmente al crescere dell’IMC.

 

Quando si è sovrappeso

SOVRAPPESO DI I GRADO: IMC tra 25 e 26.9
Il sovrappeso di I grado é un caso di moderato eccesso di peso ma che non rappresenta ancora una patologia . E’ bene però tenere sotto controllo queste situazioni per evitare che comportamenti alimentari e stili di vita scorretti protratti nel tempo possano degenerare.
SOVRAPPESO DI II GRADO: IMC tra 27 e 29.9
Il sovrappeso di II grado è l’anticamera dell’obesità.
L’individuo a questo stadio ha certamente abitudini alimentari scorrette, vita sedentaria, disturbi fisici conseguenti all’eccesso di peso e se non porrà subito rimedio, in breve tempo supererà la soglia per essere obeso.

 

Quando si è obesi

OBESITA’ DI I GRADO: IMC tra 30 e 35
Tale grado di obesità , oltre a rappresentare per il soggetto un problema estetico, comporta soprattutto rischi per la salute. Tali rischi non vanno assolutamente sottovalutati perché possono avere pesanti conseguenze.
OBESITA’ DI II GRADO: IMC tra 35 e 40
Tale grado di obesità condiziona in maniera massiva la vita sociale del soggetto e comporta un elevato rischio per la salute con conseguenze gravi.
OBESITA’ DI III GRADO: IMC > 40
Questo grado di obesità detta “patologica” può avere gravissime conseguenze sulla salute e deve essere affrontato con l’ausilio di medici competenti .

 

Tipologie

L’accumulo di adipe non è uguale per tutti i soggetti; esiste una classificazione basata sulle zone del corpo in cui il grasso tende ad accumularsi.

Tale classificazione è stata ideata da Jean Vague.
-OBESITA’ ANDROIDE (TIPICAMENTE MASCHILE) :

Il grasso si deposita nella parte superiore del corpo: collo, spalle, torace, addome.

Viene definita anche “a mela” per la tendenza a creare una pancia pronunciata ed è diffusa tra i soggetti di sesso maschile.
OBESITA’ GINOIDE (TIPICAMENTE FEMMINILE):

Il grasso si deposita nella parte inferiore del corpo: glutei, cosce, gambe.

Viene definita anche “a pera” ed è diffusa tra i soggetti di sesso femminile.

 

Obesità Infantile

Un ‘attenzione particolare merita l’obesità infantile e negli adolescenti.

I bambini obesi sono oltre 100 milioni nel mondo.

Questo numero esprime chiaramente la gravità della situazione.

All’origine di forti problemi di obesità nel bambino c’è sicuramente una famiglia in cui viene adottato un comportamento alimentare molto scorretto.

L’educazione alimentare inizia da piccoli per cui se al bambino viene proposto spesso cibo spazzatura, assumerà nel tempo abitudini alimentari che lo porteranno ad essere obeso.

Un bambino deve anche essere educato a fare attività fisica, spingendolo a giocare all’aria aperta ed evitando lunghe ore davanti alla tv o al pc.

Un bambino obeso avrà conseguenze sulla salute (diabete, colesterolo alto, pressione alta) .

Esistono dei rari casi di obesità infantile causata da malattie genetiche o disfunzioni ormonali ma ribadiamo che alla base di un bambino sano c’è un’educazione alimentare adeguata.

 

Obesità in gravidanza

Una donna obesa in gravidanza è soggetta a dei rischi maggiori rispetto ad una donna normopeso.

Essere seguite da un dietologo, oltre che da un ginecologo, è consigliabile per evitare che durante la gravidanza il peso aumenti ulteriormente in maniera incontrollata.

In una donna obesa il rischio di sviluppare il diabete gestazionale o la gestosi è più altro rispetto ad una donna normopeso.

Le conseguenze riguardano non solo la madre ma anche il feto che può essere più grosso rispetto alla norma con conseguenti difficoltà durante il parto.

Il parto cesareo non è la soluzione al problema perché una donna obesa corre maggiori rischi anche in questo caso.

L’eccesso di tessuto adiposo renderà più difficile il lavoro del chirurgo.

Inoltre aumentano i rischi di emorragie o infezioni.

Il bambino nato da una madre obesa ha maggiori probabilità di diventare obeso, sia perché può nascere già con un peso superiore alla norma ma soprattutto a causa dell’imitazione di un comportamento alimentare scorretto nella fase della crescita.

Una donna obesa in gravidanza quindi deve seguire una dieta idonea alle sue condizioni e, altrettanto importante, fare attività fisica in forma leggera quotidianamente.

 

Mappa

Vediamo adesso i numeri.

Purtroppo il problema è endemico e le percentuali molto preoccupanti.

 

Obesità in Italia

Pur essendo il Paese della dieta mediterranea l’Italia ha una percentuale di persone sovrappeso molto allarmante.

Circa il 36% della popolazione adulta è in sovrappeso e circa il 10% è obesa, quindi il problema obesità interessa 6 milioni di persone.

Il dato è del 2015 ed è in aumento.

La maggiore incidenza è registrata al Centro- Sud.

 

Obesità nel mondo

I dati a livello mondiale sono spaventosi e riguardano non solo i Paesi con maggiore benessere economico, ma anche i Paesi a basso reddito.
Secondo dati del 2015 nel mondo si contano oltre 2 miliardi di individui in sovrappeso di cui circa 700 milioni obesi.

 

Cause

Genetiche

Le cause genetiche sono tuttora oggetto di studio e difficili da identificare.

L’obesità può essere di origine genetica quando al momento della nascita le cellule adipose sono maggiori rispetto alla media.

In questo caso l’individuo è altamente soggetto ad essere sovrappeso o obeso.

Esistono dei casi di alterazione genetica che causano sindromi (es. Sindrome d Prader – Willi) e sono molto rare e complesse.

Le ultime scoperte sulla genetica hanno ampliato ulteriormente la discussione sul tema suscitando pareri contrastanti sull’incidenza dei geni sullo sviluppo dell’obesità.

 

Assunzione eccessiva di calorie – Junk Food

Eccoci alla causa principale dell’obesità.

Al di là predisposizioni genetiche o altre cause, alla base della condizione di obesità c’è prima di tutto un comportamento alimentare scorretto.

Tale comportamento in genere viene assunto sin da piccoli se nella famiglia di origine ci sono già persone obese.

Il figlio di una madre obesa con molta probabilità diventerà obeso.

Reiterare nel tempo comportamenti alimentari scorretti porta inevitabilmente prima all’aumento di peso e successivamente alla condizione di obesità.

Quando il corpo assume in maniera sistematica una quantità di calorie superiore al fabbisogno, inevitabilmente il peso supererà i limiti.

L’assunzione di cibi grassi e zuccherati protratta nel tempo, fino a diventare un comportamento alimentare, porterà con probabilità altissime a diventare obesi.

Ad aggravare la situazione c’è la sempre crescente difficoltà a resistere alle tentazioni del mercato dello JUNK FOOD.

JUNK FOOD è cibo carico di calorie senza nessun valore nutrivo.

La vendita di questo tipo di cibo è supportata da accurate strategie di marketing volte a colpire soprattutto i soggetti più giovani.

Il packaging è colorato, lucido, accattivante.

Le pubblicità televisive non mancano di presentare continuamente cibi ricchi di zuccheri e grassi, in particolare snack destinati ai bambini.

Tutti abbiamo visto le leccornie posizionate in prossimità delle casse dei supermercati per indurci a comprare qualcosa mentre stiamo facendo la fila per pagare.

A maggior ragione un bambino sarà indotto a desiderare uno snack appetibile.

In Inghilterra a breve sarà vietato esporre cibi poco sani in prossimità della cassa.

Questo dimostra come i Governi si siano resi conto della gravità del problema che pesa sulle casse del servizio sanitario.

Assumere tra un pasto e l’altro cibi ricchi di grasso e zucchero è una pessima abitudine.

 

Sedentarietà

Un’altra importante causa di obesità sono le abitudini sedentarie.

Nel tempo i comportamenti umani sono cambiati.

Doversi procurare il cibo spingeva l’essere umano a muoversi quotidianamente.

Successivamente la maggior parte delle attività lavorative prevedeva il movimento fisico; così anche le attività quotidiane non presupponevano l’utilizzo, ormai diventato massivo, di automobili e mezzi pubblici.

Oggi è tutto cambiato.

Andiamo al lavoro in macchina o in metropolitana e lì staremo con ogni probabilità seduti per la maggior parte del tempo.

Andiamo al supermercato o al centro commerciale in macchina e in un unico posto troviamo tutto quello che ci serve senza essere costretti a muoverci da un posto all’altro. Cosa che in ogni caso ormai faremmo in macchina.

L’accesso a Internet ha ulteriormente cambiato le abitudini.

Se un tempo un bambino giocava quotidianamente all’aria aperta, oggi tende a rimanere seduto.

L’accesso facilitato ad internet ha certamente valenze positive, ma ha fatto in modo che larghe fasce di popolazione avessero una ragione forte in più per non muoversi.

Giochi virtuali talmente perfezionati da essere vissuti come reali hanno ridotto al minimo l’esigenza di muoversi da casa per divertirsi.

Quest’ultimo comportamento è il più grave di tutti perché ci ritroveremo con adulti per i quali l’attività fisica è un concetto estraneo.

 

Socio – Ambientali

L’ambiente in cui si cresce e si vive influenza la potenzialità di sviluppo dell’obesità.

Nei Paesi ricchi, in cui l’acceso al cibo è molto facile , si è registrato un forte aumento di individui obesi.

Di contro anche nei Paesi in via di sviluppo l’obesità è in crescita a causa della scarsa qualità dei cibi, particolarmente grassi, e di disagi sociali più accentuati nelle fasce più povere della popolazione.

 

Psicologiche

Uno degli aspetti più complessi dell’obesità è il fattore psicologico.

Affermato che la causa principe dell’obesità è il comportamento alimentare scorretto, quest’ultimo può essere causato non solo dalle abitudini alimentari assunte fin dall’infanzia ma anche da disagi che vengono convogliati in una compulsiva assunzione di cibo per compensare altre mancanze.

Facciamo un esempio certamente semplice ma che rende subito l’idea.

Un bambino figlio di genitori disattenti, poco partecipativi, potrebbe colmare col cibo le mancanze subite nella famiglia e consolidare le sue abitudini alimentari al punto da non essere più in grado di modificarle in età adulta senza l’ausilio di esperti che possano aiutarlo a cambiare ciò che per lui nel tempo è diventato naturale.

 

Farmacologiche

Ci sono dei farmaci che inducono l’aumento di peso.

Certamente un farmaco non può causare obesità, ma in soggetti già predisposti e in sovrappeso possono costituire una componente dell’aumento di peso.

Possono essere farmaci a base di ormoni, antistaminici, corticosteroidei, antidepressivi.

E’ bene sempre consultare il proprio medico per individuare il farmaco più appropriato alle patologie da curare per trovare quello più idoneo in caso di predisposizione all’eccesso di peso.

 

Alterazioni del sistema endocrino

Ci sono dei casi di alterazioni ghiandolari che possono causare obesità, anche se la percentuale è molto bassa.

Primo tra tutti l’ipertiroidismo il cui quadro clinico presenta casi di obesità conseguenti alla riduzione di produzione di ormoni che incidono sul metabolismo.

Da menzionare, anche se più rara, la sindrome di Cushing, anch’essa caratterizzata da obesità.

 

Alterazioni del sistema metabolico

A proposito di sovrappeso uno dei luoghi comuni più diffusi è quello di attribuirne la causa al metabolismo lento.

In realtà il metabolismo basale, il consumo di energie necessario alle nostre funzioni vitali, non può essere da solo causa di obesità e il miglior modo per combatterlo è muoversi.

Quindi l’attività fisica , come già detto, è determinante nel miglioramento delle condizioni fisiche generali di una persona obesa.

 

Conseguenze

Problemi di salute

L’obesità ha conseguenze molto serie sulla salute delle persone e ne condizionano la vita in modo sempre più invasivo a seconda della loro gravità.

Elenchiamo le principali malattie che una persona obesa può sviluppare:

  • DIABETE DI TIPO 2
  • IPERTENSIONE
  • IPERCOLESTEROLOMIA
  • MALATTIE CARDIOVASCOLARI
  • ASMA
  • APNEA NOTTURNA
  • PROBLEMI OSTEOARTICOLARI
  • DEPRESSIONE

Tali malattie associate tra loro possono determinare nel tempo conseguenze ancora più gravi, come ictus, cancro, malattie del fegato.

 

DISTURBI RELAZIONALI

La condizione di obesità può rendere difficile il confronto con gli altri.

Una persona obesa, con i problemi estetici che ne conseguono, in una società in cui bello fa rima con magro, con problemi di salute a volte anche gravi , può avere alcune remore o addirittura difficoltà oggettive ad inserirsi nel contesto lavorativo e sociale.

Purtroppo è ormai provato che una persona obesa puà essere oggetto di discriminazione sia nella sfera sociale che in quella lavorativa.

In particolare i soggetti più deboli sono i bambini e gli adolescenti troppo giovani per avere la sicurezza in se stessi per affrontare una situazione complessa come quella causata dall’obesità.

Se prima la scuola poteva essere l’ambito in cui il bambino veniva deriso per il suo eccesso di peso, oggi purtroppo può succedere anche in un ambiente protetto come la propria casa.

Il cyberbullismo è un rischio per tutti i soggetti deboli e quindi anche per bambini e adolescenti che vivono una condizione difficile come l’obesità.

Considerato il numero altissimo di bambini obesi è facile rendersi conto dell’importanza che assume un’educazione alimentare adeguata per consentire al bambino di crescere sereno per diventare un adulto felice.

 

Disturbi sulla psiche

La condizione di obesità può avere conseguenze sul benessere psichico del soggetto.
Affrontare quotidianamente le difficoltà della condizione, sia le problematiche relazionali che di salute, può incidere in maniera molto negativa sull’equilibrio psichico della persona con conseguenze come l’ansia e la depressione.

 

 

Soluzioni

Prevenzione

La prevenzione è determinante per ridurre l’obesità nel mondo.

Il compito principale per attuarla è degli Stati i cui governi si sono resi conto della gravità della situazione divenuta endemica e che tende a peggiorare.

Il servizio sanitario è gravato da costi altissimi per la cura di malattie conseguenza dell’obesità.

Campagne di sensibilizzazione sono condotte in molti Paesi industrializzati con il beneplacito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’ altro soggetto determinante per prevenire l’obesità è la famiglia.

Un bambino deve essere educato a mangiare correttamente sin da piccolissimo e incoraggiato a fare attività fisica all’aria aperta.

Comportamenti alimentari scorretti osservati nei genitori diventeranno comportamenti alimentari scorretti del bambino.

Infine programmi di Educazione Alimentare previsti nelle Scuole aiutano il bambino a conoscere quali sono i cibi sani e quali i cibi da evitare e a imparare abitudini corrette per la salute.

 

Regime dietetico adeguato

Dieta Mediterranea

La prima terapia per una persona obesa è la dieta.

Senza attuare una dieta equilibrata nessuno degli altri rimedi produrrà i risultati sperati.

La dieta deve essere studiata da un medico dietologo che ha la competenza per diagnosticare la condizione di obesità e studiare una dieta adeguata al soggetto tenendo conto di tutte le variabili caso per caso.

La dieta mediterranea essendo ricca di frutta, verdura, cereali, pesce è molto equilibrata.

Naturalmente in casi obesità cronica bisognerà prima attuare una dieta specifica studiata dal dietologo ma la dieta mediterranea rappresenta certamente un modello da seguire per assumere un comportamento alimentare corretto.

Attenzione alle diete miracolose che promettono risultati in breve tempo.

Spesso sono pericolose per la salute e i risultati raggiunti si perdono non appena si smette di seguirle.

 

Cibi Ipocalorici

Elenchiamo di seguito i principali cibi con poche calorie:

Ortaggi: zucchine, spinaci, pomodori, carote, melanzane, cavolfiori, broccoli, cetrioli, asparagi, carciofi, broccoli.

Frutta: Pompelmo, mirtilli, fragole,lamponi , anguria, arance.

Latticini: yogurt bianco e fiocchi di latte

Pesce: astice, branzino, tonno al naturale, cozze.

Carne: petto di pollo, vitello

 

Attività fisica

La dieta equilibrata è fondamentale in una condizione di obesità ma lo è altrettanto svolgere quotidianamente attività fisica.

Una persona in sovrappeso o obesa si muove con maggiore difficoltà rispetta ad una normopeso, per cui il nuoto può essere lo sport più adeguato per cominciare.

Ben vengano anche lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta.

Per approcciarsi all’attiva fisica in condizioni favorevoli SOULSPENSION è un valido aiuto per le persone obese.

SOULSPENSION, favorendo il rilassamento muscolare, apporta benefici alle articolazioni soggette ad un carico eccessivo.

Il dolore alle ginocchia ed il mal di schiena con cui spesso le persone obese convivono, trarranno vantaggio dall’uso di SOULSPENSION facilitando la pratica degli sport suggeriti dal medico.

Come per la dieta, anche per l’attività fisica è bene farsi seguire da un esperto che conosca le condizioni di salute del soggetto e le eventuali malattie sviluppate a cause dell’obesità.

 

Supporto psicologico

Affrontare una condizione di obesità è molto difficile.

Cambiare abitudini consolidate richiede una forza di volontà che non sempre è facile trovare in se stessi.

La persona obesa, oltre ad essere seguita da un medico dietologo e da specialisti delle malattie eventualmente sviluppate a causa dell’obesità, può trarre molto vantaggio dalla terapia psicologica.

Per riuscire a cambiare i propri comportamenti è necessario prima di tutto raggiungere la consapevolezza che perdere peso, oltre che cambiare l’aspetto fisico, determinerà un miglioramento dello stato di salute ma soprattutto un cambiamento dello stile di vita che ha come obiettivo principale un miglioramento della qualità della vita.

Il percorso può essere difficile.

Spesso le persone obese soffrono di sensi di colpa per le abbuffate di cibo, vergogna per il proprio aspetto o per l’incapacità di controllare il proprio appetito.

Lo psicologo aiuterà la persona obesa a trovare la motivazione necessaria ad affrontare un cambiamento radicale che non riguarderà solo l’alimentazione , ma il modo di vedere se stessi.

 

Farmaci

FARMACI INIBITORI DELLA FAME

Si tratta dei cosiddetti Anoressizanti che inibiscono il senso della fame e/o sollecitano quello della sazietà e in generale stimolano il metabolismo.
Si dividono in:

  • Anoressizzanti anfetaminici: l’uso di questo genere di farmaci è stato ridotto notevolmente a causa degli importanti effetti collaterali sui soggetti.
    Infatti inibiscono i centri della fame ma causano depressione, cefalea, insonnia, tachicardia e altri disturbi gravi.
  • Anoressizzanti antidepressivi: stimolano la serotonina riducendo l’appetito ed anticipando il senso di sazietà.
    In entrambi i casi la maggior parte di questi farmaci sono stati banditi dal mercato per i gravi effetti collaterali sui soggetti sottoposti al trattamento.

 

INTEGRATORI

La pericolosità dei farmaci anoressizzanti e l’esclusione della maggior parte di essi dal mercato legale, ha determinato una forte diffusione dell’utilizzo di integratori.
Essi contengono sostanze naturali che pur avendo un effetto più blando rispetto ai farmaci, possono coadiuvare una dieta equilibrata e una costante attività fisica.

 

CHIRURGIA

La chirurgia bariatrica o “chirurgia dell’obesità” può essere una soluzione parziale al problema dell’obesità grave.

Quando il soggetto ha seguito con impegno una dieta equilibrata e ha fatto attività fisica con costanza ma nonostante tutto non riesce ad ottenere una riduzione sostanziale del peso, in presenza di forti rischi per la salute o di malattie già conclamate conseguenza dell’obesità che mettono a serio rischio il soggetto, si può ricorrere agli interventi chirurgici.

Sono soluzioni parziali, spesso invasive, e in alcuni casi condizioneranno il soggetto per il resto della sua vita; infatti alcuni di questi interventi hanno effetti collaterali molto pesanti.

In tutti i casi il soggetto, dopo l’intervento, deve continuare a mantenere uno stile di vita sano e una dieta equilibrata, integrando l’alimentazione con sostanze che non potranno più essere assunte tramite il cibo.

Vediamo di seguito le principali tecniche chirurgiche in caso di obesità grave:

Interventi gastrorestrittivi:
obiettivo dell’intervento gastrorestrittivo è di ridurre la capacità dello stomaco di contenere cibo.

Palloncino intragastrico

Probabilmente è l’intervento più comune.

Con l’ausilio di un gastroscopio, con tecnica endoscopica e quindi non chirurgicamente, viene inserito nello stomaco del soggetto un palloncino di materiale plastico morbido.

Il palloncino (BIB) viene gonfiato con soluzione fisiologia e blu di metilene in modo che in caso di perdite si avrà una colorazione dell’urina.

Il palloncino gonfiandosi creerà volume nello stomaco provocando nel soggetto il senso di sazietà.

E un intervento reversibile perché il palloncino viene rimosso dopo circa sei mesi e si può inserire almeno un’altra volta.

 

Bendaggio gastrico

Viene inserito in laparoscopia un anello di silicone nella parte alta dello stomaco.

Così inserito l’anello crea una piccola tasca.

L’anello, tramite un tubo sottilissimo, viene collegato ad un serbatoio in cui viene iniettata soluzione fisiologica.

Questo provoca un restringimento del diametro interno dell’anello che produrrà il senso di sazietà nel soggetto e gli renderà impossibile ingerire troppo cibo senza vomitare.

E’ un intervento reversibile perché l’anello potrà essere rimosso.

 

Gastroplastica verticale

L’intervento prevede la creazione anche in laparoscopia di una piccola tasca gastrica della dimensione di una siringa da 20cc circa, separata dal resto dello stomaco.

Le due parti comunicano tra di loro tramite un minuscolo foro di circa 1 cm.

Grazie alla creazione della piccola sacca il soggetto potrà assumere piccole quantità di cibo per volta quindi inevitabilmente dovrà mangiare di meno modificando le proprie abitudini alimentari.

L’intervento non è del tutto reversibile ma solo parzialmente dal punto di vista anatomico.

 

Interventi gastrorestrittivi che incidono sul metabolismo

Obiettivo dell’intervento è sia la riduzione della capacità di contenimento di cibo sia la modifica dell’assimilazione di cibo.

By pass gastrico (Roux-en-Y)

L’intervento prevede la riduzione dello stomaco fino al 90%. Viene infatti creata chirurgicamente una piccolissima sacca separata, dalla quale passeranno gli alimenti.

Le ridottissime dimensioni obbligheranno il soggetto a poter ingerire solo piccole quantità di cibo.

Dopo avere eseguito il by pss gastrico il soggetto dovrà utilizzare degli integratori per apportare calcio, ferro e alcune vitamine.

 

Gastrectomia verticale

L’intervento prevede la riduzione dello stomaco fino all’80/90%.
Puo’ essere eseguito anche il laparoscopia.
Viene creato un piccolo “tubo” che per le sue dimensioni potrà accettare piccole quantità di cibo.
La gastrectomia verticale incide anche sull’ormone che regola il senso di sazietà (grelina) pertanto il soggetto sentirà molto meno lo stimolo della fame.

 

Interventi malassorbitivi

Obiettivo dell’intervento è agire sul processo digestivo per modificare l’assorbimento degli alimenti.

Questo tipo di intervento è consigliato per soggetti che hanno già tentato senza successo interventi interventi gastroresttivi.

 

Diversione bilio pancreatica

L’intervento prevede la resecazione dello stomaco di circa due terzi.

Durante l’intervento viene asportata la colicisti per evitare i calcoli.

L’intestino tenue viene diviso creando un doppio canale; uno per gli cibi e uno per i succhi gastrici. Le due parti saranno poi unite in modo da creare un unico canale a 50 centimetri dal colon

determinando un assorbimento di alimenti molto limitato e creando una condizione di malassorbimento di zuccheri complessi e grassi.

Poiché l’assorbimento degli zuccheri semplici non viene modificato dall’intervento, il soggetto dovrà limitarne l’assunzione, quindi occorrerà fare molta attenzione a dolci e alcool.

Dopo avere eseguito la diversione biliopancreatica il soggetto dovrà utilizzare per tutta la vita degli integratori che sostituiscano le sostanze nutritive deficitarie in seguito all’intervento.

 

By pass biliointestinale

E’ un intervento che ormai viene praticato raramente visti i migliori risultati ottenuti con altre tecniche.

Viene creato un tratto comune alimentare di circa 45-60 cm. congiungendo cioè i primi 30-35 cm. di digiuno con gli ultimi 12-20 cm. di ileo.

Riducendo la lunghezza dell’intestino tenue attraverso il quale il cibo può essere assorbito, si produrrà un malassorbimento intestinale con conseguente diminuzione del peso.

 

E’ bene sapere che il ricorso alla chirurgia non esclude una dieta appropriata, il cambiamento delle abitudini alimentari e l’attività fisica quotidiana.

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LEMON COMMENT (1)

L’obesità e il bendaggio gastrico | retehphitalia.it blog di salute e benessere16 luglio 2018

[…] anche in Italia il 9% della popolazione è obesa e quindi la questione è attuale, come anche lo studio delle cause e delle conseguenze dell’obesità che troppo spesso coinvolgono anche […]

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